
Obsession: L’ibrido “horror” di Curry Barker
Arti e spettacolo06 de septiembre de 2026 Flavia Formicone- È ossessionata da me.
- Oh, non è poi così male

Con un badget di circa 750 mila dollari, diretto e montato nel 2025 da Curry Barker, Obsession è diventato il film indipendente più discusso dai giovani.
La pellicola dell’autore nato dal web e arrivato ad Hollywood, si presenta come un horror psicologico, uscito nelle sale il 13 maggio del 2026, che risalta la distinzione tra innamoramento e infatuazione, toccando argomenti come quello del consenso e trasformando un desiderio innocuo in un incubo dall’esito fatale.
Non è un romance, è una storia d’amore.
La storia si apre col protagonista Bear che vorrebbe confessare i suoi sentimenti alla propria collega Nikki, pronta a lasciare il suo lavoro attuale per intraprendere la carriera da scrittrice. Bear ci tiene a fare le cose per bene.
Per non presentarsi a mani vuote, entra in un negozietto esoterico dove acquista un «Salice dei Desideri», un oggetto in grado di esaudire una richiesta una volta spezzato. Dopo aver accompagnato Nikki a casa Bear sente che è il momento giusto per dichiararsi, ma il coraggio gli manca e mentre la guarda arrivare alla porta sconsolato, esprime impulsivamente il desiderio di essere amato da quella ragazza più di ogni altra cosa al mondo.

Il ritorno dei volti espressivi sul grande schermo.
La capacità espressiva di Indie Navaret ha svolto un ruolo importantissimo nel raccontare la scena, facendo intuire subito allo spettatore che da quando quel bastoncino è stato spezzato, qualcosa è cambiato.
Nikki attraversa, infatti, nel corso della storia continui cambiamenti espressivi e comportamentali, tar lei e “l’altra lei”; donando un impatto visivo potentissimo al pubblico, rendendo il suo personaggio imprevedibile.
Il dualismo del protagonista.
Nikki non è l’unica figura bivalente del racconto. Il personaggio di Bear offre infatti un mutamento progressivo nell’opinione dello spettatore, che arriva persino a chiedersi se sia lui la vera vittima di tutta la faccenda.
Questo l’ha reso ancora più reale, perché non è il classico “mostro” etichettato dalla copertina, ma si presenta come un ragazzo timido, insicuro ed imbranato, incarnando esattamente il prototipo del “bravo ragazzo”, che farebbe di tutto per stare con la ragazza che ama, anche annullarne la volontà.
Il tema del consenso.
Diventa dunque questo il vero orrore che inquieta la scena. La consapevolezza di star portando avanti una storia non ricambiata, di star costringendo un corpo a sottomettersi a qualcos’altro e convincersi di continuare a fare finta di niente, cercando di alleviare i danni ma mai fare qualcosa per eliminarli del tutto.
La regia sottolinea questa macabra sottomissione attraverso scene in cui il corpo di Nikki diventa un mero involucro. Durante l'atto sessuale, il suo sguardo è vitreo, perso nel vuoto, fisso sulla telecamera, mentre Bear ne ignora totalmente il peso.

L'orrore psicologico tocca il suo apice quando, in un’altra scena, non appena lui si chiude la porta alle spalle, lei resta dietro la porta, in attesa, ferma e immobile e si urina addosso; dando la rappresentazione visiva e disturbante di un corpo che, privato del suo burattinaio, smette semplicemente di funzionare.


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