Caro carburanti, Lavello scende in piazza: la protesta si allarga e il Governo sblocca i primi fondi per gli autotrasportatori

Commercianti, cittadini e lavoratori si mobilitano in piazza Sacro Cuore. In Basilicata restano attivi diversi presìdi contro il caro vita, mentre a Milano il confronto tra Salvini e le associazioni del trasporto porta all’annuncio di nuovi interventi economici.
Notizie dai Comuni20 de octubre de 2026Mario GarciaMario Garcia

LAVELLO (POTENZA) – Serrande abbassate, cittadini in piazza e richieste di interventi concreti contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita. La mobilitazione di Lavello, nel Vulture-Melfese, si inserisce in una protesta più ampia che da giorni coinvolge agricoltori, autotrasportatori, commercianti e famiglie in diverse aree della Basilicata e del Mezzogiorno.

La manifestazione è in programma oggi, martedì 20 ottobre, nella piazzetta del Sacro Cuore, dove i commercianti hanno chiamato a raccolta la comunità per richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche che colpiscono attività produttive e cittadini.

Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, la protesta coinvolge anche giovani, lavoratori e rappresentanti del territorio. Tra i temi al centro della mobilitazione figurano il costo dei carburanti, le spese di gestione delle imprese e il progressivo aumento dei prezzi di beni e servizi.

Nei giorni scorsi, durante le iniziative locali, era stata segnalata anche la presenza dell’amministrazione comunale di Lavello, con il sindaco Pasquale Carnevale. Il messaggio portato in piazza è quello di una comunità che chiede risposte per evitare che i rincari compromettano ulteriormente il lavoro e il potere d’acquisto delle famiglie.

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Dal Vulture-Melfese al Metapontino: una protesta regionale

La mobilitazione non riguarda soltanto Lavello. Negli ultimi giorni presìdi di agricoltori e autotrasportatori si sono susseguiti in diverse zone della Basilicata, dal Vulture-Melfese al Potentino, fino al Metapontino e alla Val d’Agri.

Il 16 ottobre, lungo la Statale 106 Jonica, alcuni gruppi di mezzi pesanti avevano bloccato il transito dei camion in prossimità dello svincolo con la Fondovalle dell’Agri, consentendo invece il passaggio delle automobili e dei mezzi di emergenza. Altri presìdi erano stati segnalati lungo la Bradanica, la Fondovalle del Noce e in altri punti strategici della rete stradale regionale.

Nella giornata del 19 ottobre, inoltre, la protesta aveva raggiunto gli accessi di Potenza e la zona industriale di Tito. Per oggi sono segnalate nuove iniziative, anche se Rai Tgr Basilicata riferisce che al momento non risultano blocchi stradali attivi e che la circolazione prosegue, con possibili rallentamenti.

La situazione dei rifornimenti di carburante nella regione risulta intanto in miglioramento rispetto ai giorni precedenti, quando in alcuni impianti si erano registrate code e difficoltà di approvvigionamento.

Il nodo dei costi: carburante, produzione e trasporti

Al centro della protesta c’è il peso crescente delle spese necessarie per lavorare. Per gli autotrasportatori, il gasolio rappresenta una voce essenziale del bilancio aziendale; per gli agricoltori, l’aumento dei costi energetici si somma alle spese per le lavorazioni, i macchinari e la distribuzione dei prodotti.

Quando i margini sono già ridotti, il rincaro del carburante può incidere sulla sostenibilità delle attività e sulla capacità delle imprese di mantenere prezzi competitivi. Gli effetti possono estendersi lungo la filiera, dal campo ai mercati, fino ai costi sostenuti dai consumatori.

La mobilitazione lucana si inserisce in un quadro nazionale più ampio, con proteste e presìdi in Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e Molise. In alcune aree del Mezzogiorno, le difficoltà nella movimentazione delle merci hanno già provocato problemi nelle consegne e nell’approvvigionamento di alcuni punti vendita.

La richiesta dei manifestanti è quindi duplice: ridurre la pressione dei costi sulle attività produttive e ottenere misure in grado di sostenere anche le famiglie che devono fare i conti con il caro vita.

Basilicata, annunciati 25 milioni per il comparto agricolo

Sul fronte regionale, il 16 ottobre il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha annunciato un pacchetto complessivo di 25 milioni di euro destinato al comparto agricolo.

Secondo la comunicazione diffusa dalla Regione, il piano prevede 10 milioni di euro di risorse regionali per il sostegno immediato alle imprese, con particolare attenzione al caro gasolio. Altri 15 milioni sono previsti per interventi di medio periodo: 10 milioni collegati alla programmazione europea per lo sviluppo rurale e 5 milioni destinati a un fondo rotativo per anticipare liquidità alle aziende interessate da calamità naturali.

L’annuncio rappresenta una risposta alle difficoltà denunciate dal settore, ma la sua efficacia dipenderà anche dai tempi di attuazione, dalle modalità di accesso ai fondi e dalla capacità delle misure di raggiungere le imprese che ne hanno bisogno.

Resta inoltre aperta la questione degli altri comparti coinvolti nella protesta, a partire dagli autotrasportatori e dalle attività commerciali, che chiedono strumenti specifici per affrontare i rincari.

Autotrasporto, oggi il confronto con Salvini: annunciati 480 milioni

Un passaggio importante si è svolto oggi a Milano, dove il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha incontrato le associazioni dell’autotrasporto per discutere le richieste della categoria.

Al termine del confronto, il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato la disponibilità di circa 480 milioni di euro per liquidare le domande di credito d’imposta relative ai costi del carburante presentate fino al 30 agosto. Il Governo ha inoltre indicato la volontà di individuare ulteriori risorse per le spese sostenute nei mesi di settembre e ottobre.

Secondo quanto riferito da ANSA, l’obiettivo è avviare già da questa settimana l’erogazione dei contributi relativi alle domande ammesse. Per le misure successive, invece, restano da definire tempi e modalità.

Il confronto si svolge mentre in diverse aree del Sud proseguono presìdi e blocchi, con conseguenze sulla distribuzione delle merci. Le istituzioni hanno chiesto di ripristinare la regolarità dei trasporti, mentre le categorie interessate sollecitano garanzie concrete e tempi certi per gli aiuti.

Gli annunci rappresentano un passaggio nella trattativa, ma non equivalgono alla risoluzione dell’intera crisi: restano da verificare l’effettiva erogazione delle risorse e gli effetti degli interventi sui costi sostenuti dalle imprese.

Lavello guarda al confronto tra territori

La mobilitazione di Lavello si inserisce in una giornata di iniziative che supera i confini regionali. Secondo il programma annunciato dai promotori locali, dopo il presidio in piazza Sacro Cuore la protesta dovrebbe proseguire nel pomeriggio presso una stazione di servizio IP in direzione Candela, in provincia di Foggia, per un momento di confronto tra manifestanti lucani e pugliesi.

L’obiettivo è mettere in comune le richieste e rafforzare il coordinamento tra territori che condividono difficoltà simili, in particolare per quanto riguarda carburanti, trasporti, agricoltura e costi delle attività commerciali.

La partecipazione di cittadini e giovani segnala come il problema non venga percepito soltanto come una questione di categoria, ma come una difficoltà che attraversa l’intera comunità.

La domanda che arriva da Lavello e dagli altri presìdi del Mezzogiorno è ora rivolta alle istituzioni: trasformare gli annunci in interventi verificabili, capaci di alleggerire i costi e garantire continuità al lavoro.

La protesta continua, mentre il territorio attende di capire se gli impegni annunciati a livello regionale e nazionale potranno tradursi in un sostegno concreto per imprese, lavoratori e famiglie.

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