SYNTPLASM, una ricerca per proteggere le comunità montane dai rischi naturali

Terremoti, frane, incendi e alluvioni possono mettere in difficoltà i territori più fragili, soprattutto quando le emergenze compromettono le vie di comunicazione. Il progetto promosso dalla ricercatrice Teresa Tufaro punta a integrare l'analisi dei rischi con la partecipazione dei cittadini attraverso un questionario anonimo.
Notizie dai Comuni15 de octubre de 2026Mario GarciaMario Garcia

Le comunità montane devono affrontare sfide che vanno oltre i singoli fenomeni naturali. Quando un terremoto, un incendio o un'alluvione colpisce un territorio, l'interruzione delle strade e delle comunicazioni può rendere più difficili i soccorsi e aumentare la vulnerabilità della popolazione.

Da questa esigenza nasce SYNTPLASM, un progetto di ricerca promosso dall'ingegnera e ricercatrice Teresa Tufaro, collegata all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L'iniziativa mira a sviluppare un framework probabilistico-operativo per la valutazione del rischio multiplo, la gestione delle emergenze e la comunicazione del rischio nelle infrastrutture montane.

Analizzare i rischi e le conseguenze dell'isolamento

Secondo la presentazione del progetto, SYNTPLASM considera diverse tipologie di rischio, tra cui terremoti, frane, incendi, alluvioni ed eventi legati al clima.

L'attenzione si concentra anche sulle conseguenze che una situazione di emergenza può avere quando una comunità rimane isolata. Una strada interrotta, un collegamento telefonico fuori servizio o la difficoltà di raggiungere un centro abitato possono complicare l'intervento dei soccorritori, soprattutto quando più eventi si verificano contemporaneamente.

L'obiettivo è quindi sviluppare un approccio che tenga conto non soltanto delle caratteristiche dei fenomeni naturali, ma anche delle condizioni territoriali e sociali che possono influenzare la capacità di risposta delle comunità.

Il contributo dei cittadini alla ricerca

Uno degli elementi centrali di SYNTPLASM è la partecipazione dei cittadini, attraverso un questionario anonimo della durata indicativa di cinque minuti.

Le risposte raccolte dovrebbero contribuire alla valutazione del modello, integrando l'analisi tecnica con le esperienze e le percezioni delle persone che vivono nei territori interessati.

Secondo quanto riferito da Teresa Tufaro nella comunicazione inviata alla redazione, il progetto ha già raccolto oltre 436 questionari in una settimana, grazie soprattutto al passaparola. La ricercatrice intende ampliare ulteriormente la partecipazione per proseguire il lavoro di valutazione delle simulazioni numeriche e lo sviluppo del framework.

La raccolta delle risposte rappresenta dunque una fase importante del percorso di ricerca, che punta a mettere in relazione i modelli di analisi con le caratteristiche concrete delle comunità.

Un legame con la Basilicata

Il progetto presenta anche un legame con la Basilicata. Tufaro racconta che un seminario tecnico-divulgativo dedicato ai terremoti, tenuto personalmente a Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, nell'agosto 2024, ha rappresentato uno dei momenti iniziali del percorso che ha portato alla nascita di SYNTPLASM.

Il tema è particolarmente rilevante per i territori montani e le aree interne, dove l'accessibilità, la continuità dei collegamenti e la capacità di garantire assistenza durante le emergenze costituiscono questioni importanti per la sicurezza dei residenti.

La ricerca si trova in una fase di sviluppo e raccolta di dati. Saranno le successive attività di valutazione a consentire di comprendere meglio le potenzialità del modello e le sue possibili applicazioni operative.

Come partecipare al questionario

I cittadini interessati possono consultare il progetto e accedere al questionario attraverso il sito dedicato:

Questionario SYNTPLASM: https://syntplasm.netlify.app/

La compilazione richiede circa cinque minuti. Prima di partecipare, è consigliabile consultare le informazioni disponibili sulle modalità di raccolta e trattamento dei dati.

Con questa iniziativa, il progetto invita a riflettere su una questione fondamentale: come migliorare la preparazione alle emergenze e ridurre il rischio che le comunità montane rimangano isolate proprio nel momento in cui hanno maggiore bisogno di assistenza.

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