FUGA DI TACCHETTI: alla scoperta di Andrea Natali

Dalla Spagna alla Germania, passando per l'Olanda. Sempre con il pallone tra i piedi e l'azzurro nel cuore. Andrea Natali è uno dei giovani difensori italiani più chiacchierati del momento, tanto da aver attirato l'attenzione di diverse big del nostro calcio.
Sport10 de septiembre de 2026 Gianvito Clemente

Classe 2008, nato a Milano il 28 gennaio, Natali è un centrale di 187 centimetri, fisicamente esplosivo e roccioso nei contrasti. Un profilo che sembra avere nel DNA il calcio di alto livello. Del resto, suo padre Cesare può vantare 346 presenze in Serie A e, quando sostiene che Andrea sia già pronto per il grande salto, forse vale la pena ascoltarlo.

La sua storia comincia prestissimo. A soli sei anni entra nel vivaio del Bologna, ma il suo percorso è destinato a svilupparsi ben presto oltre i confini italiani.

Dopo le prime esperienze all'estero e un breve ritorno in Italia nel 2018, tra Udine e Milano, nel 2020 Andrea va in Spagna. È lì che inizia a costruire davvero il proprio percorso internazionale, facendosi largo nelle giovanili dell'Espanyol.

Il talento non passa inosservato e attira le attenzioni del Barcellona, che decide di portarlo alla Masia.

Ed è proprio nella celebre academy blaugrana che Natali scopre una nuova dimensione del proprio ruolo. Non impara soltanto l'arte di difendere: impara soprattutto a giocare a calcio.

Perché alla Masia il difensore non è soltanto colui che deve fermare l'avversario. Deve saper leggere il gioco, costruire dal basso, trovare linee di passaggio e partecipare attivamente alla manovra.

Andrea assimila la filosofia e diventa uno dei punti di riferimento delle selezioni giovanili blaugrana.

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Poi arriva una nuova sfida.

Il Bayer Leverkusen fiuta il talento e decide di puntarci, portandolo in Germania a titolo definitivo. Qui Natali si confronta con un'altra scuola calcistica e fa il proprio esordio in Youth League contro il Salisburgo.

Ma il viaggio non è ancora finito.

L'AZ Alkmaar lo porta in Olanda, offrendogli un'altra occasione per mettersi alla prova. Con la seconda squadra colleziona 1.281 minuti e un assist, ma soprattutto vive un'esperienza formativa importante.

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L'ambientamento non è semplice. Il calcio olandese è offensivo, verticale, spesso spregiudicato. Le squadre si sbilanciano, gli spazi aumentano e per un difensore ogni errore può diventare fatale.

Natali impara così una lezione fondamentale: l'istinto non basta senza concentrazione.

E quando si parla di modelli, Andrea non ha dubbi.

Da una parte c'è Virgil van Dijk, autentica istituzione del Liverpool, ammirato per la leadership, l'eleganza e la capacità di costruire il gioco dalla difesa.

Dall'altra c'è Giorgio Chiellini, simbolo di personalità, aggressività e spirito di sacrificio al servizio della squadra.

Due difensori apparentemente diversi, ma accomunati da una caratteristica: la capacità di essere leader.

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Poi c'è l'Italia.

Un legame che, nonostante una carriera vissuta quasi interamente all'estero, non si è mai spezzato.

Natali ha vestito la maglia azzurra in 50 occasioni, diventando una presenza costante delle selezioni giovanili italiane.

Ha conquistato l'Europeo Under 17 da sottoetà con Massimiliano Favo, ha vissuto da protagonista il percorso con l'Under 19 di Alberto Bollini e ha partecipato al Mondiale Under 20 agli ordini di Carmine Nunziata, disputando cinque partite e trovando anche una rete.

Un viaggio lungo, ma con un'unica destinazione nel cuore: l'azzurro.

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Perché Andrea è, a tutti gli effetti, un figlio d'Europa. È cresciuto attraversando Paesi, culture e filosofie calcistiche differenti, ma senza mai dimenticare le proprie radici.

Ora, però, potrebbe essere arrivato il momento di tornare a casa.

Durante il mercato estivo qualcosa si è mosso: Cagliari e Napoli hanno mostrato interesse per il giovane centrale.

Intanto però, in Olanda se lo tengono stretto, e, ci auguriamo, che questa possa essere la stagione della sua esplosione.

E soprattutto, chissà che il viaggio di Andrea Natali non possa concludersi proprio dove, in fondo, è sempre voluto arrivare: nel cuore della difesa azzurra.

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