
FUGA DI TACCHETTI: alla scoperta di Issa Doumbia
Nato il 16 ottobre 2003 a Treviglio, il centrocampista è reduce da una stagione da assoluto protagonista con il Venezia di Stroppa. Un autentico leader tecnico, dotato di qualità atletiche spaventose, capace di illuminare la laguna a suon di gol, inserimenti e giocate da stropicciarsi gli occhi.
Otto gol e sei assist lo hanno consacrato tra i grandi protagonisti della Serie B 2025/26, contribuendo alla promozione del Venezia e attirando inevitabilmente gli occhi delle big europee.
A spuntarla è stato lo Sporting Lisbona, che a giugno ha investito circa 23 milioni di euro più bonus per assicurarsi il talento italiano. Una cifra enorme per un ragazzo che, fino a poco tempo prima, aveva vissuto la massima serie soltanto dalla panchina e a piccoli assaggi.

Scelta rischiosa o visionaria?
Il campo, come sempre, darà il suo verdetto. Ma in Portogallo hanno già cominciato a lasciarsi conquistare. Bola gli ha dedicato un titolo che sembra quasi un’investitura: “Issa Doumbia: il re indiscusso della preseason”.
E non è difficile capire perché.
Doumbia incarna alla perfezione l’idea del box-to-box moderno: abilità negli inserimenti, sicurezza palla al piede, strappi improvvisi e rapidità di esecuzione. È un centrocampista che non si limita a occupare lo spazio: lo trasforma.
Crea energia, ne accumula e poi la sprigiona.

In Portogallo se ne sono già innamorati. Qualcuno ha persino scomodato paragoni da pelle d’oca con Paul Pogba, ma al di là delle suggestioni, ciò che ha colpito maggiormente è stata l’onnipotenza tecnica unita a uno strapotere fisico impressionante mostrati già durante la tournée estiva.
Rui Borges, allenatore dei Lusitani, ha però invitato tutti a mantenere i piedi per terra: servirà tempo per adattarsi a un nuovo campionato, a nuovi compagni e a un calcio diverso.
Ma se queste sono le premesse, il rischio è che Doumbia possa davvero spaccare la Liga Portugal.

E mentre lo Sporting si coccola il suo nuovo gioiello, in Italia crescono i rimpianti per essersi lasciati sfuggire l’ennesima gemma del nostro calcio.
Forse in Portogallo c’è una maggiore propensione al rischio. O forse, più semplicemente, esiste una struttura capace di valorizzare maggiormente i giovani talenti.
Di fatti, la parabola del classe 2003 è destinata a diventare sempre più affascinante: dagli esordi con l’AlbinoLeffe in Serie C, alla consacrazione in Laguna, fino all’espatrio in Portogallo, con la possibilità di misurarsi sul palcoscenico della Champions League.
E il legame con l’azzurro?
Quello, fortunatamente, non è mai venuto meno. Doumbia ha infatti già vestito la maglia dell’Italia Under 21, collezionando tre presenze, e non ha mai nascosto il desiderio di continuare a rappresentare il Paese in cui è nato.
Una scelta tutt’altro che scontata, considerando le sue origini ivoriane e la possibilità di vestire la maglia della Costa d’Avorio già ai Mondiali.

Chissà se sarà stata la scelta giusta. Chissà se, un giorno, quella maglia azzurra potrà portarlo proprio sul palcoscenico più grande di tutti.
Per ora resta una scelta di cuore. E forse è proprio questo a rendere ancora più intensa la storia di un ragazzo che non ha mai smesso di inseguire quel pallone che, un giorno, avrebbe potuto cambiargli la vita.
Adesso il pallone è finito a Lisbona.
Brilla, Issa. E prenditi l’Europa.




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