
FUGA DI TACCHETTI: alla scoperta di Federico Coletta
Il suo nome è Federico Coletta e questa è la storia di un ragazzo che, a soli 18 anni, ha già deciso di attraversare il confine per inseguire il proprio sogno.
Nato a Roma il 29 maggio 2007, Coletta muove i primi passi nella scuola calcio della Vigor Perconti. È lì che inizia a mostrare quelle qualità che, nel 2016, attirano l'attenzione degli osservatori della Roma.

Il passaggio in giallorosso segna l’inizio di un’autentica cavalcata trionfale.
Nella stagione 2023-24 mette a referto 17 reti e trascina la sua squadra alla conquista dello Scudetto di categoria.
L’anno successivo arriva il salto in Primavera 1. Il livello si alza, ma Coletta non sembra accorgersene: 13 gol e 3 assist certificano una crescita costante e, soprattutto, mettono in mostra due delle sue armi migliori: tempi d’inserimento eccellenti e una freddezza fuori dal comune negli ultimi metri.

Numeri e prestazioni che, inevitabilmente, finiscono sui taccuini dei grandi club europei.
A credere fortemente nelle sue qualità è il Benfica, società da sempre riconosciuta per la straordinaria capacità di individuare e valorizzare giovani talenti.
Il club portoghese decide così di investire un milione di euro per il suo cartellino, mantenendo anche una percentuale del 30% sulla futura rivendita da riconoscere alla Roma.

Per Coletta inizia una nuova avventura, ma l’ambientamento a Lisbona non è immediato.
Il Benfica decide di inserirlo nella squadra B, permettendogli di misurarsi con un calcio diverso e di completare gradualmente il proprio percorso di formazione.
Ed è proprio con la seconda squadra delle Aquile che arriva anche il suo esordio in Youth League.
È il 5 novembre 2025, contro il Bayer Leverkusen. Il Benfica domina e si impone per 5-0. Coletta incanta da protagonista, arrivando persino a colpire un legno.
Sarà solo un primo assaggio dell’Europa che conta.

Eppure, nonostante il trasferimento in Portogallo, il legame con l’Italia rimane indissolubile.
Coletta diventa infatti una presenza fissa e sempre più importante nelle Nazionali giovanili azzurre, confermandosi uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.
Nel 2024 arriva il primo grande trionfo internazionale: è campione d’Europa Under 17 con la squadra guidata da Massimiliano Favo.

Poi il salto nell’Under 19 di Alberto Bollini, dove conquista anche la fascia da capitano e colleziona 16 presenze e 2 reti.
La maglia azzurra, insomma, sembra cucita addosso a quel centrocampista di appena 170 centimetri, ma capace di racchiudere in un fisico compatto un concentrato di estro e fantasia.
Agilità, baricentro basso, pulizia tecnica e spirito di sacrificio.
Coletta è un giocatore che ama ricevere palla, condurla con eleganza e attaccare gli spazi, ma che non si tira indietro quando c’è da sporcarsi le mani.
È proprio questa combinazione di qualità e abnegazione a renderlo un prototipo estremamente moderno di mezzala: corsa ed estro al servizio della squadra, senza rinunciare alla fase difensiva.
Un profilo che non è passato inosservato nemmeno oltremanica. The Guardian lo ha infatti inserito tra i 60 migliori talenti Under 18 del mondo, certificando ulteriormente la considerazione internazionale di cui gode il giovane romano.

In patria, per dinamismo e fiuto del gol, qualcuno lo ha avvicinato a Davide Frattesi, altro centrocampista cresciuto nel vivaio della Roma.
Ma i suoi riferimenti sembrano essere altrove: Coletta studia le giocate di Pedri e Jude Bellingham, due modelli differenti ma accomunati dalla capacità di dominare il centrocampo attraverso tecnica, intelligenza e personalità.
E chissà che, continuando su questa strada, la prossima stagione il tecnico delle Aquile, Marco Silva non possa regalargli una vetrina ancora più prestigiosa: l’esordio in Champions League.

La storia di Federico Coletta porta con sé anche una domanda difficile da ignorare.
È l’ennesimo talento italiano costretto a guardare oltreconfine per trovare un percorso di crescita all’altezza delle proprie ambizioni?
Da un lato, viene naturale chiedersi perché certi giovani prospetti non riescano a trovare nel nostro Paese le condizioni ideali per affermarsi.
Dall’altro, c’è la speranza che strutture all’avanguardia come quella del Benfica possano offrire a Coletta tutto ciò di cui ha bisogno per trasformare il talento in qualcosa di ancora più grande.
Perché il calcio italiano continua a produrre gemme preziose. Il problema, forse, è capire come e dove farle brillare.
E allora, Federico, buon viaggio.
Ricorda le tue origini, porta con te il tricolore e continua a crescere. Ma soprattutto, non dimenticarti di incantare il Da Luz con quelle giocate da fuoriclasse che ti rendono una delle promesse più talentuose del nostro calcio.



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