
FOCUS ON: LUCA MONTENEGRO, LA GEMMA NASCOSTA DEL CALCIO LUCANO
Gianvito ClementeLuca Montenegro, centrocampista classe 2007 in forza alla Primavera della Fiorentina, rappresenta il presente e il futuro del calcio lucano. Letture di gioco, intensità nei contrasti e personalità: ecco l'identikit del centrocampista moderno.
Nato a Potenza il 6 maggio 2007, Luca Montenegro muove i primi passi nel mondo del calcio con l'Invicta Matera, storica fucina di talenti lucani e pugliesi. Per inseguire il suo sogno, insieme alla famiglia percorreva circa 200 chilometri tra andata e ritorno, quattro volte a settimana, pur di allenarsi coi compagni.
Il calcio, però, scorre da sempre nelle sue vene. Suo nonno, Gaetano Montenegro, negli anni Settanta era un bomber di razza e ancora oggi figura tra i migliori marcatori della storia del Lecce.
Luca non era come gli altri ragazzi della sua età. Seppur estremamente timido, era il pallone a parlare per lui. Il suo raffinato piede destro attirò presto l'attenzione di diversi osservatori, fino a conquistare persino la Juventus, che gli propose un provino. Il primo vero snodo della sua carriera, tuttavia, arrivò nel 2021 con il trasferimento alla Ternana.

Il club umbro, nonostante le turbolente vicende societarie vissute negli ultimi anni e il continuo alternarsi tra Serie B e Serie C, si rivelò un ambiente ideale per la sua crescita tecnica e umana. Nel settore giovanile rossoverde, Montenegro venne definitivamente plasmato come centrocampista, arrivando anche ad indossare la fascia da capitano nella Viareggio Cup: un segnale evidente di leadership.
Poco dopo arrivò anche il primo assaggio di professionismo.
Il 25 aprile 2025, l'allora allenatore della Ternana, Fabio Liverani, decise di lanciarlo nella trasferta contro la Virtus Entella, nel girone B di Serie C. In quella manciata di minuti si materializzarono anni di sacrifici, rinunce e lavoro quotidiano: una ricompensa meritata per un percorso costruito con pazienza e dedizione.
Il suo, però, non fu un esordio casuale. Nei mesi precedenti Liverani aveva spesso speso parole al miele nei suoi confronti, convocandolo più volte con la prima squadra e reputandolo uno dei giovani più interessanti su cui costruire il futuro del club.
Quello che per molti poteva sembrare un punto di arrivo era, in realtà, soltanto l'inizio di un nuovo capitolo.
Nell'estate del 2025, infatti, alla porta della Ternana bussò la Fiorentina. Il club viola riuscì a superare la concorrenza di altre società italiane, assicurandosi il talento lucano a parametro zero. Una chiamata tanto inattesa quanto impossibile da rifiutare.
Montenegro colse immediatamente l'occasione, firmando fino al 2028 e trasferendosi al Viola Park. Fin da subito venne aggregato al ritiro precampionato della prima squadra guidata da Stefano Pioli.
Proprio sotto la guida del tecnico emiliano arrivò un'altra soddisfazione significativa. Il 24 luglio 2025, nell'amichevole contro il Grosseto, Montenegro trovò la via del gol grazie a un pregevole assist di Edin Dzeko, contribuendo alla vittoria per 3-0 dello stadio Carlo Zecchini.

L'opportunità di allenarsi con la prima squadra, seppur limitata al periodo del ritiro, rappresentò un'esperienza estremamente formativa e stimolante. Un passaggio importante anche in vista della stagione che lo attendeva con la Primavera.
Fin dalle prime settimane il suo impatto fu determinante.
Visione di gioco, spirito di sacrificio e umiltà: caratteristiche imprescindibili per il tecnico della Primavera Daniele Galloppa. Partita dopo partita, Montenegro si è preso il centrocampo viola, diventandone il perno centrale e trasmettendo sicurezza a tutta la squadra, insieme al compagno di reparto Lapo Deli.
I numeri raccontano bene la sua stagione: 36 presenze, 29 da titolare e 2.776 minuti giocati, impreziositi da 3 gol e 1 assist. A questi si aggiungono una media di 8 palloni recuperati a partita e l'86% di precisione nei passaggi.

In altre parole, Luca è stato uno dei protagonisti assoluti di una stagione storica per la Fiorentina, culminata con il ritorno alla vittoria del campionato Primavera 1 dopo ben 43 anni.
Nella finale vinta 2-1 contro il Parma, Montenegro ha brillato per lucidità e maturità, gestendo con personalità palloni pesanti nei momenti decisivi della gara. Le reti di Braschi e Kouadio hanno poi completato l'opera, facendo esplodere di gioia tutto il popolo viola.

Le soddisfazioni non si sono fermate ai confini nazionali. Nel suo percorso stagionale è arrivata anche una presenza in UEFA Youth League contro i polacchi del Legia Varsavia, ulteriore tappa di crescita in un contesto internazionale.
La sua storia è ancora tutta da scrivere, ma Luca Montenegro sembra già possedere le stimmate del perfetto centrocampista moderno: funzionale sia come regista in un centrocampo a tre, sia in una mediana a due nel ruolo di interdittore.
Chissà che il nuovo allenatore della Fiorentina, Fabio Grosso, da sempre attento alla valorizzazione dei giovani italiani, non possa restarne colpito al punto da promuoverlo stabilmente in prima squadra.
L'estate che lo attende sarà probabilmente decisiva per delinearne il futuro. Una cosa, però, appare certa: dopo una stagione così importante, il sogno di esordire in Serie A allo stadio Franchi non suona più come un'utopia.
A Potenza è nato un ragazzo con un sogno, a Firenze sta crescendo un centrocampista che vuole trasformarlo in realtà. E mentre il calcio italiano continua a cercare nuovi talenti su cui costruire il futuro, la Lucania osserva con orgoglio il percorso di uno dei suoi figli più brillanti, consapevole che il viaggio di Luca è appena cominciato.


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