SÜDTIROL-BARI 0-0: il Bari retrocede in Serie C, l’incubo diventa realtà

Allo stadio Druso di Bolzano il Bari non va oltre lo 0-0. Un risultato che, in virtù del peggior piazzamento nella regular season rispetto al Südtirol, condanna i biancorossi alla retrocessione in Serie C.
Sport23 de mayo de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

Una sentenza durissima. Di quelle che lasciano un vuoto dentro. Bari è una piazza che meriterebbe sicuramente ben altri palcoscenici, trascinata da una tifoseria passionale che vive il calcio in modo viscerale.  Oggi però, si ritrova schiacciata tra la nostalgia del passato, un presente pieno di errori e un futuro che appare ricco di insidie.

Nella notte più importante della stagione, i galletti non riescono mai davvero ad accendersi. La squadra di Longo, consapevole di avere un solo risultato utile per salvarsi, scende in campo con il peso della paura sulle spalle. Il playout, più che un’occasione di salvezza, si trasforma lentamente in una prigione mentale fatta di tensione, nervosismo e blocco psicologico.

Il Bari appare scarico, timoroso, impietrito, quasi paralizzato. E per lunghi tratti del doppio confronto sembra addirittura il Südtirol la squadra costretta a rincorrere il vantaggio.

La prima vera occasione arriva al 33’: Salvatore Molina semina il panico nella difesa biancorossa con una serpentina in area di rigore, conclusa con un tiro velenoso che si stampa sul palo. È il segnale di un Bari fragile mentalmente e difensivamente.

La risposta degli uomini di Longo è flebile, quasi impercettibile. Al 42’ Piscopo prova a inventarsi il colpo della serata con un controbalzo dalla distanza, ma il pallone termina sul fondo. L’urlo dei tifosi baresi resta strozzato in gola.

Il primo tempo si chiude così: pochi spazi, poca qualità, pochissimo coraggio. In campo domina soltanto la paura.

Ma è nella ripresa che si sfiora il dramma definitivo.

Al 61’ il Südtirol trova il gol che sembra chiudere ogni discorso. Da un calcio d’angolo a favore del Bari nasce un contropiede letale: gli uomini di Castori ripartono in campo aperto, Merkaj serve Pecorino che deposita il pallone in rete facendo esplodere di gioia il Druso.

Per il popolo altoatesino è pura estasi. Per il Bari, invece, cala il buio: in quel momento sarebbero addirittura serviti due gol per evitare la retrocessione.

Poi, però, arriva un ultimo segnale del destino. Il VAR richiama l’arbitro Lapenna al monitor: c’è una spinta di Pecorino su Dickmann a inizio azione. Il gol viene annullato. Il Bari resta vivo. O almeno così sembra.

Perché neppure quell’episodio riesce davvero a scuotere i biancorossi. La squadra continua ad attaccare senza lucidità, senza ritmo, senza la forza emotiva necessaria per cambiare il proprio destino.

L’ultima occasione arriva a pochi secondi dal novantesimo: Dickmann calcia dal limite, il pallone diventa buono per Gytkjaer che lo gira verso la porta. Ma Adamonis risponde con un riflesso felino, spegnendo definitivamente le ultime speranze del Bari.

Finisce 0-0. Proprio come all’andata.

Il Südtirol di Castori può festeggiare l’ennesima salvezza conquistata. Il Bari, invece, sprofonda nel baratro della Serie C.

E adesso servirà molto più di una semplice ripartenza. Servirà una rifondazione totale. Perché questa non è soltanto una retrocessione. È il fallimento di un progetto che appena tre anni fa accarezzava la Serie A, fermandosi a pochi secondi dal sogno.

Oggi, invece, cala il sipario. Bari si risveglia ferita, svuotata, delusa. La frattura tra tifoseria e società appare profonda, forse insanabile. Ma proprio nei momenti più bui sarà necessario ritrovare unità, per il bene di una piazza storica che non merita un epilogo del genere.

Il 22 maggio resterà una data difficile da dimenticare.
Il giorno in cui un sogno si è infranto.

Ma anche, forse, il punto più basso da cui provare a rinascere.

Rialzati, magico Bari.

 

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