Hokusai-mania a Roma: perché tutti stanno facendo la fila per la mostra dell'anno

Oltre 200 opere celebrano il maestro del "Mondo Fluttuante". Tra la "Grande Onda" e le vedute del Monte Fuji, la Capitale riscopre il fascino dell’arte giapponese.
Arti e spettacolo07 de abril de 2026Melissa Anna DonvitoMelissa Anna Donvito

Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso gli equilibri geopolitici, a Roma c’è un’onda che non fa paura, ma incanta. È la "Grande Onda di Kanagawa", il capolavoro assoluto di Katsushika Hokusai, approdato a Palazzo Bonaparte per quella che è già stata definita la mostra evento della primavera 2026.

L'esposizione, intitolata "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese", ha aperto i battenti il 27 marzo e sta già registrando numeri da record, attirando turisti e appassionati da tutta Europa.

Il percorso espositivo non è una semplice carrellata di stampe. Grazie ai prestiti eccezionali del Museo Nazionale di Cracovia, i visitatori possono ammirare oltre 200 opere che ripercorrono l'intera vita del genio giapponese.

Dalle celebri Trentasei vedute del Monte Fuji alle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō, la mostra svela l'anima di un artista che ha influenzato giganti del calibro di Van Gogh e Monet. Ma c’è di più: per la prima volta sono esposti anche i rari Hokusai Manga, i volumi di schizzi che hanno gettato le basi del linguaggio visivo contemporaneo nipponico.

La mostra di Hokusai è solo la punta dell'iceberg di una rinnovata "passione Giappone" che sta travolgendo la Capitale in questo aprile 2026:

Parallelamente alla mostra, molti centri culturali romani stanno organizzando workshop di calligrafia (Shodo) e cerimonie del tè. Nel rione Monti e a Trastevere, i concept store dedicati all'artigianato nipponico e i ristoranti di ramen tradizionale segnalano il tutto esaurito per il weekend pasquale.

L'arte di Hokusai, con la sua natura potente ma fragile, parla direttamente alla nostra epoca. In un momento di incertezza, la precisione dei suoi tratti e la sacralità del Monte Fuji offrono un rifugio di rara bellezza.

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