
TURCHIA-ITALIA 1-4: GLI AZZURRI CALANO IL POKER
I giorni che hanno preceduto la sfida di Bursa sono stati da incubo: critiche feroci, una passione da riaccendere e aspettative ridotte al minimo. In un clima così rovente, gli Azzurri erano chiamati a dare una risposta. E la risposta è arrivata.
Sotto la pioggia battente e in un ambiente infuocato, la Nazionale ha mostrato grinta, carattere e, soprattutto, idee. Fraseggi, inserimenti tra le linee e trame corali hanno restituito, a tratti, l'immagine di quella prima Italia di Mancini, capace di incantare con il proprio gioco.
È ancora presto per emettere sentenze, ma se le critiche seguite alla gara contro il Belgio erano legittime, la prestazione di Bursa merita quantomeno una valutazione positiva.
Il match si sblocca all'ottavo minuto: Matteo Ruggeri batte un calcio d'angolo dalla sinistra, e trova in area Alessandro Bastoni. La difesa turca si fa sorprendere e il centrale azzurro, con una splendida girata da attaccante puro, supera Bayindir.
È curioso che a inaugurare la nuova era di Mancini sia proprio il difensore espulso nella notte di Zenica. Un segnale di ripartenza, forse, per lasciarsi alle spalle le cocenti delusioni del passato.

Ma lo spettacolo azzurro è appena cominciato.
L'Italia gioca con personalità, coraggio e leggerezza. Al 22', al termine di un'azione travolgente, arriva il raddoppio: Pio Esposito e Raspadori dialogano nello stretto con un'intesa che sembra consolidata da anni, prima di liberare sulla destra Kayode. L'esterno calcia con potenza, Bayindir respinge malamente e sul pallone vagante si avventa il solito Davide Frattesi. Il centrocampista, autentico specialista degli inserimenti, è il più lesto di tutti e firma il 2-0.

Gli Azzurri volano di fronte all'Aeroplanino Montella e, sulle ali dall'entusiasmo, calano il tris al 27'. Ancora una volta, Raspadori e Pio Esposito illuminano la manovra tra le linee, dando vita a una combinazione che apre la strada sulla fascia destra. Kayode, questa volta, non sbaglia: la conclusione sul primo palo sorprende Bayindir e regala al giovane esterno del Brentford la gioia del primo gol in Nazionale, all'esordio assoluto.

Nella prima mezz'ora l'Italia è straripante. Spensieratezza, qualità, ritmo e fantasia: tutto ciò che era mancato contro il Belgio diventa il manifesto marinettiano del primo tempo di Bursa.
La Turchia, completamente in balia degli avversari, fatica a reagire e rientra negli spogliatoi accompagnata dai fischi del proprio pubblico.
Nella ripresa, però, i padroni di casa provano a ritrovare la bussola. Al 47' Barış Yılmaz approfitta di una disattenzione della retroguardia azzurra e, con un tap-in ravvicinato, firma l'1-3, riaccendendo le speranze turche e l'entusiasmo sugli spalti.
L'Italia accusa il colpo, appare passiva e poco concentrata. Per qualche istante riaffiorano i fantasmi del passato e gli ingredienti per un nuovo psicodramma sembrano esserci tutti. Stavolta, però, gli Azzurri reagiscono con cinismo e personalità, chiudendo immediatamente i conti.
Al 50' Tonali lascia partire un destro dal limite dell'area che si stampa sul palo. Sulla ribattuta, Pio Esposito, con un balzo imperioso, anticipa tutti e deposita il pallone in rete. Un gol da centravanti, che vale il poker e mette al sicuro il risultato.

La partita, di fatto, si chiude qui. Nel finale, la Turchia si affida al talento cristallino di Arda Güler, che prova a illuminare la manovra con le sue giocate e a riaprire una gara ormai compromessa. I suoi tentativi, tuttavia, non bastano a scalfire la solidità azzurra. L'Italia resiste e porta a casa tre punti preziosi.
Guai, però, a lasciarsi andare a facili entusiasmi o a emettere sentenze affrettate. La parola d'ordine deve essere: equilibrio. Se da un lato la vittoria di Bursa restituisce morale e serenità all'ambiente, dall'altro venerdì arriva la Francia, forse il banco di prova più impegnativo possibile.
Serviranno nervi saldi, testa bassa e voglia di pedalare. Perché basta poco per riaccendere la passione del popolo italiano, ma altrettanto poco per ritrovarsi nuovamente travolti dallo sconforto.
Il divertimento può essere il punto di partenza per costruire un'identità di gioco capace di coinvolgere squadra e tifosi. Ora, però, servono conferme.
Buona fortuna, Azzurri.



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