Bulgaria, elezioni presidenziali: Iotova e Gyurov al ballottaggio il 1° novembre

La presidente uscente ottiene il 34,76% dei voti, mentre il candidato riformista si attesta al 31,94%. L’affluenza si ferma intorno al 22%, in una consultazione segnata dalle tensioni internazionali e dal dibattito sul futuro del Paese nell’Unione europea.
Mondo26 de octubre de 2026Mario GarciaMario Garcia

SOFIA – Sarà il ballottaggio del 1° novembre a decidere la presidenza della Bulgaria. Dopo il primo turno delle elezioni del 25 ottobre, nessuna delle candidature ha raggiunto la maggioranza necessaria per evitare una seconda votazione. A contendersi la carica saranno la presidente uscente Iliana Iotova e Andrey Gyurov, ex primo ministro ad interim.

Secondo i risultati diffusi dalla Commissione elettorale centrale bulgara, con il 99,94% dei verbali scrutinati, Iotova, insieme al candidato vicepresidente Kiril Valchev, ha ottenuto il 34,76% dei voti. La coppia formata da Gyurov e Georgi Kandev ha raggiunto il 31,94%.

Al terzo posto si è classificata la candidatura di Kostadin Kostadinov e Petar Volgin, con il 12,54%. Gli altri candidati si sono distribuiti le preferenze rimanenti.

Una sfida tra due diverse prospettive internazionali

Il ballottaggio metterà a confronto due candidati che esprimono orientamenti differenti sul posizionamento internazionale della Bulgaria.

Iotova, diventata presidente ad interim nel gennaio 2026 dopo le dimissioni del predecessore Rumen Radev, è sostenuta da forze politiche favorevoli a una maggiore apertura al dialogo con Mosca e a una soluzione negoziata della guerra in Ucraina.

Gyurov, già governatore ad interim e figura sostenuta da forze riformiste filo-europee, ha invece espresso sostegno all’Ucraina e a una cooperazione più stretta con gli alleati occidentali. Durante il suo incarico di governo ha firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza con Kyiv.

Il confronto si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo della Bulgaria, membro dell’Unione europea e della NATO, nei rapporti con la Russia e nella gestione delle conseguenze della guerra in Ucraina.

Affluenza molto bassa: alle urne circa un elettore su cinque

Uno degli elementi più significativi della consultazione è stata la partecipazione. Le stime diffuse dopo il voto indicano un’affluenza intorno al 22%, un livello particolarmente basso rispetto alle precedenti consultazioni democratiche del Paese.

Il dato evidenzia la difficoltà di mobilitare una parte consistente dell’elettorato e apre interrogativi sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella rappresentanza politica.

La campagna elettorale si è svolta in un contesto caratterizzato dall’aumento del costo della vita, dalle preoccupazioni economiche e dalle tensioni regionali legate alla guerra in Ucraina. Anche gli attacchi con droni contro imbarcazioni commerciali nel Mar Nero hanno contribuito ad accrescere l’attenzione sulla sicurezza marittima.

Quali poteri avrà il prossimo presidente?

In Bulgaria il presidente svolge principalmente funzioni di rappresentanza istituzionale, ma il ruolo non è privo di rilevanza politica. Il capo dello Stato dispone, tra le altre prerogative, di poteri di veto sulle leggi, partecipa alla gestione delle procedure istituzionali e ricopre il ruolo di comandante supremo delle forze armate.

La scelta del prossimo presidente avrà quindi un valore che va oltre la dimensione simbolica, soprattutto in una fase in cui la sicurezza europea, i rapporti con Mosca e il sostegno all’Ucraina restano temi centrali.

Il risultato del 1° novembre dipenderà anche dalla capacità dei due candidati di convincere gli elettori che non hanno partecipato al primo turno e di attrarre i voti di chi ha sostenuto le candidature escluse.

La Bulgaria si prepara così a una settimana decisiva, con una competizione che riflette le divisioni politiche interne e le diverse visioni del futuro internazionale del Paese.

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