
ITALIA-BELGIO 0-2: IL MANCINI-BIS È DA INCUBO
L’esordio in Nations League prometteva vivacità, fame e tanta voglia di voltare pagina. Ma, come spesso accade, le promesse in Italia, non vengono rispettate.
I primi 45 minuti sono da incubo. Il Belgio prende il controllo della partita e al 20’ passa in vantaggio con un assolo di Mika Godts. L’esterno, acquistato in estate dal PSG per 55 milioni, approfitta di un errore in costruzione degli azzurri: cavalca la fascia, rientra in groppa al suo destriero, sul destro, mette seduti Mancini e Coppola e, a tu per tu con Donnarumma, non sbaglia.

Il reparto offensivo ospite sembra indiavolato. I quattro cavalieri dell’Apocalisse sfoderati da Van Bommel fanno praticamente ciò che vogliono.
Godts è scatenato e sfiora anche il raddoppio di testa, nonostante non sia certo un gigante. Tra le linee, invece, chi giganteggia è Kevin De Bruyne, capace di trovare corridoi visionari e di mandare in porta praticamente qualsiasi compagno in maglia rossa.
Charles De Katelaere apre spazi per i centrocampisti che attaccano la profondità, mentre Moreira è una costante minaccia nell’uno contro uno.
La retroguardia azzurra è completamente in balia degli avversari e rischia di crollare sotto i colpi dei Diavoli Rossi.
Mancini è inviperito e prova a scuotere i suoi. Ma la prima timida reazione arriva soltanto al 36’: Cambiaghi salta il diretto avversario e crossa dal fondo, Kean arriva sul secondo palo ma calcia a lato.
Il primo tempo si chiude così: per l’Italia c’è davvero poco, se non nulla, da salvare.

Nella ripresa, più per orgoglio che per una reale organizzazione offensiva, gli azzurri provano a reagire.
Al 46’ è ancora Kean a sfiorare il pareggio, ma Lammens si supera e tiene il risultato in ghiaccio. Poco dopo si iscrive al match anche Pio Esposito, bravo a smarcarsi in area piccola prima di calciare addosso al portiere.
Sono, però, gli ultimi sussulti di un’Italia che alza il baricentro ma concede enormi spazi alle ripartenze avversarie.
E infatti, al 70’, arriva il raddoppio, con la specialità della casa: il contropiede.
Il neoentrato Lukebakio si accende sulla fascia: finta, controfinta, sterzata e sinistro all’angolino. Un’altra ripartenza fulminea dei Diavoli Rossi, che sorprende la difesa azzurra e lascia Donnarumma senza scampo.

Nel finale Calafiori e Scalvini si divorano le occasioni che avrebbero potuto rendere meno pesante il passivo.
All’Olimpico finisce 0-2 e dagli spalti grandinano fischi.
Zero idee, zero gioco, zero fantasia. Zero gol. L’equazione è impietosa e sembra riportare la memoria alla notte di Zenica.
Per vedere dei progressi serviranno inevitabilmente tempo e fiducia. Una squadra ancora giovane e inesperta ha bisogno anche di serate come questa per crescere, assimilare nuovi automatismi e costruire certezze.
Ma il popolo italiano è a caccia di risposte. Dopo tre mancate partecipazioni consecutive ai Mondiali, Mancini e compagnia riusciranno a riaccendere la passione per la maglia azzurra?

Non c’è comunque tempo da perdere. Lunedì si vola in Turchia e il margine d’errore è minimo. La Nations League non aspetta e il girone è tutt’altro che semplice.
Buona fortuna, Mancio. Questa notte va messa alle spalle. Perché adesso, davvero, bisogna iniziare a fare sul serio.


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