Francia-Senegal 3-1: i francesi non inciampano all’esordio

La Francia concede un tempo agli africani, ma nella ripresa, trascinata dalla sua stella più luminosa, Kylian Mbappé, incanta e cala il tris.
Sport17 de junio de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

Il Mondiale entra nel vivo e le gemme più preziose iniziano a brillare. Mbappé, Haaland e l’eterno Messi ci regalano, in una sola notte, tutta la magia di questo incredibile sport.

Alle 21 italiane è arrivato il debutto di una delle grandi favorite per la conquista della Coppa del Mondo. Didier Deschamps, all’ultima avventura internazionale sulla panchina dei francesi, rincorre la terza finale mondiale consecutiva dopo il trionfo di Mosca nel 2018 e la dolorosa resa contro l’Argentina quattro anni più tardi.

La cornice del MetLife Stadium consegna indicazioni preziose. Da una parte emerge tutto il talento di una squadra costruita per arrivare fino in fondo; dall’altra affiorano fragilità che potrebbero pesare nei momenti decisivi del torneo. Quella andata in scena a New York è stata infatti una partita dai due volti: opaca e confusa nella prima metà, travolgente e dominante nella seconda.

Nella prima frazione è infatti il Senegal di Pape Thiaw a dettare legge. Pressing asfissiante, ritmi elevatissimi, verticalizzazioni continue e ricerca immediata della profondità: una ricetta che mette in seria difficoltà la retroguardia francese. Le frecce offensive Jackson, Manè e Sarr si rivelano una costante spina nel fianco della difesa transalpina.

Al 24’ è proprio Jackson a far tremare la Francia. Lanciato in profondità dal terzino Diouf, l’attaccante supera la marcatura dell’ex compagno Upamecano e conclude da posizione defilata. Maignan è graziato: il pallone colpisce il palo e termina sul fondo.

Il primo grande spavento, però, non scuote i francesi. Anzi, gli uomini di Thiaw continuano a creare occasioni nitide. Al sesto minuto di recupero del primo tempo, Sarr calcia incredibilmente alto da pochi passi, sprecando quello che era a tutti gli effetti un rigore in movimento. Un errore clamoroso per l’attaccante del Crystal Palace, che, a partita finita, peserà come un macigno.

Si va così all’intervallo sullo 0-0, un risultato che, per quanto visto in campo, sta persino stretto ai Leoni della Teranga.

La Francia, apparsa lenta, prevedibile e priva di intensità, chiude i primi quarantacinque minuti senza nemmeno un tiro nello specchio della porta avversaria. Numeri sorprendenti se rapportati all’enorme talento offensivo a disposizione dei Blues.

La musica, però, è destinata a cambiare radicalmente. La Francia si scuote dal torpore e nella ripresa torna a essere la squadra temuta da tutti.

L’undici di Deschamps rientra in campo con tutt’altro spirito e aggredisce immediatamente la partita. Dopo appena un minuto, Doué si inserisce nella difesa africana e conclude verso la porta, ma il suo tentativo termina a lato.

È soltanto il primo squillo. La Francia cresce, acquista fiducia e schiaccia progressivamente il Senegal nella propria metà campo. Olise e Mbappé vedono le loro conclusioni respinte da un ottimo Mendy, ma saranno proprio loro a confezionare il vantaggio francese.

Al 66’, infatti, Olise serve un pallone perfetto al suo capitano. Mbappé, glaciale davanti al portiere, firma    l’1-0 nel momento più importante della gara.

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Una volta sbloccato il risultato, la Francia gestisce i ritmi e sfrutta una delle sue armi più letali: il contropiede.

Negli ultimi venti minuti i transalpini alternano lunghe fasi di possesso a improvvise accelerazioni. Le loro frecce offensive sono devastanti in campo aperto. A dieci minuti dal termine, Rabiot inventa un assist visionario per il neoentrato Barcola. L’attaccante del PSG supera Mendy con un pallonetto delizioso come un croissant appena sfornato.

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È il 2-0 che sembra definitivamente chiudere la partita.

O almeno così sembrerebbe.

Ma il Mondiale è sempre dannatamente imprevedibile e riesce ancora una volta a regalarci una nuova storia da raccontare.

Al quinto minuto di recupero, il classe 2008 Mbaye, con una serpentina ipnotica, manda fuori tempo Theo Hernandez e accorcia le distanze. A soli 18 anni, 4 mesi e 23 giorni diventa il più giovane marcatore africano nella storia dei Mondiali. In una parola: predestinato.

Ed è proprio quel destino che ha voluto che la sua prima rete nella competizione arrivasse contro la Francia, nazionale rappresentata fino allo scorso novembre nelle selezioni giovanili.

È 2-1 e restano ancora tre minuti da giocare. E quando il caos sembra pronto a impadronirsi della partita, compare ancora lui: Kylian Mbappé.

Il numero 10 e capitano illumina New York con un siluro potentissimo dai trenta metri che sorprende Mendy per la terza volta e spegne definitivamente il barlume di speranza dei Leoni della Teranga.

Per l’enfant prodige arriva una doppietta storica. Con le due reti realizzate, prima raggiunge e poi supera il record di Olivier Giroud, diventando il miglior marcatore della storia della nazionale francese con 58 reti. Ma non è l’unico primato della serata: a soli 28 anni diventa anche il miglior realizzatore francese ai Mondiali, salendo a quota 14 gol e superando Just Fontaine, fermo a 13.

Se la Francia vuole davvero vincere la competizione iridata, tutto passerà inevitabilmente dai suoi gol e dalla sua capacità di incidere nei momenti decisivi.

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I transalpini escono dunque da questi novanta minuti con luci e ombre: devastanti in campo aperto, ma spesso imprecisi negli spazi stretti.

Il Senegal, invece, offre al mondo una prestazione di assoluto livello fatta di sacrificio, organizzazione tattica e qualità individuale. È mancato soltanto il cinismo sotto porta, ma per i Leoni della Teranga nulla è ancora compromesso.

Nell'altra sfida del girone ha lanciato un messaggio anche la Norvegia, travolgendo il malcapitato Iraq per 4 reti a 1. Erling Haaland si è immediatamente iscritto al suo primo Mondiale, firmando una doppietta pesantissima.

Dopo 28 anni di assenza dalla competizione, il commissario tecnico Solbakken sta guidando una generazione d’oro, arrivata alla fase finale da squadra più prolifica delle qualificazioni con 37 reti segnate, sette delle quali rifilate proprio alla nostra Italia.

Il Gruppo I vede Francia e Norvegia appaiate a quota 3 punti, mentre Senegal e Iraq ferme a zero, costrette a inseguire.

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Sarà da questo girone che emergerà la futura regina del mondo?

Quello che è certo è che, in una sola notte, le stelle del Mondiale hanno iniziato a brillare.

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