BARI-VENEZIA 0-3: l’incubo biancorosso non ha fine

Il Bari si sgretola in un tempo contro la prima della classe. Adesso è davvero dura.
Sport18 de abril de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

I biancorossi steccano ancora. Stavolta la disfatta era prevedibile, ma quando non si può vincere bisogna quantomeno provare a salvare la faccia. Il tris calato dagli ospiti, invece, è pesantissimo sia nella forma sia nel contenuto. Il Venezia visto al San Nicola è stato superiore per idee, gioco e spirito: tutte caratteristiche che, al momento, sembrano mancare agli uomini di Longo.

La squadra scende in campo fiacca, molle, senza anima. Settimana dopo settimana si percepiscono rassegnazione e smarrimento in tutto l’ambiente.

L’undici di Moreno Longo, alla vigilia risultava estremamente rimaneggiato a causa delle pesantissime assenze di Verreth, Esteves, Dickmann e Dorval. Per far fronte alle assenze i pugliesi schierano un prudente 5-3-2. Tuttavia la lettura tattica del mister si rivela immediatamente fallimentare.

Il piano gara viene ribaltato da un inizio ospite straripante, con riaggressioni immediate e dominio territoriale.

Al 19’ la capolista sblocca il match. Dopo una sgroppata sulla fascia del numero 10 Yeboah, l’esterno Haps è il più lesto di tutti e finalizza, complice una risposta incerta del portiere Cerofolini. Difesa immobile e gara subito in salita. Nei minuti seguenti il pubblico del San Nicola si aspetta un sussulto. Non arriva nulla.

Nel recupero della prima frazione è ancora l’esterno dei lagunari a timbrare la doppietta: 0-2 all’intervallo.

Nella ripresa il canovaccio non cambia. Gli ospiti calano il tris con il bomber Adorante, al 16° sigillo stagionale. È psicodramma assoluto. Nei minuti conclusivi il Venezia si limita ad amministrare, strappando tre punti fondamentali per restare in vetta e continuare a sognare la promozione diretta. Miglior attacco e seconda miglior difesa: numeri che spiegano la netta superiorità mostrata.

Gli uomini di Longo, invece, incassano l’ennesima pesante sconfitta stagionale. I fischi assordanti del San Nicola manifestano perfettamente l’aria che si respira. Seppur la matematica non condanni ufficialmente i galletti, ciò che spaventa è l’assenza di grinta e gioco mostrata nell’ultimo periodo. La classifica recita quart’ultimo posto con 34 punti e una gara in più rispetto alle dirette concorrenti Entella, Pescara e Reggiana. In contemporanea, lo Spezia ritrova la vittoria, infliggendo un roboante 6-1 al malcapitato Sudtirol e abbandonando temporaneamente l’ultima posizione. La bagarre salvezza è più accesa che mai.

Le ultime partite saranno decisive: due trasferte su campi complicatissimi come Avellino e Catanzaro e la sfida casalinga nello scontro diretto con l’Entella. Servirà racimolare più punti possibili e sperare nei passi falsi delle avversarie.

Nell’ambiente, ormai serpeggiano sconforto e desolazione. Riusciranno i biancorossi a sovvertire un andamento stagionale così disastroso?

Quel che è certo è che, con prestazioni del genere, la salvezza appare un Everest sempre più difficile da scalare.

 

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