
BARI–CARRARESE 0-3: NOTTE FONDA AL SAN NICOLA
Gianvito ClementeSembrano lontanissimi i giorni del “trenino” sotto la curva, delle esultanze collettive e di una squadra capace di trascinare il proprio pubblico. Oggi, quel treno che porta alla salvezza passa veloce, e il Bari resta fermo in stazione, senza nemmeno tentare di salirci.
Domenica dopo domenica, i galletti accumulano prestazioni opache, prive di identità. Una piazza storicamente calda e passionale si ritrova a fare i conti con una squadra spenta, disorientata, incapace di reagire. Con questa sconfitta, il Bari resta inchiodato a quota 31 punti, al 17° posto, pienamente invischiato nella zona playout. E a poche giornate dal termine, ogni errore pesa come un macigno.
La sosta per le nazionali arriva quasi come una benedizione: un’occasione per fermarsi, riflettere, provare a ricompattare un gruppo che appare sfaldato. Ma il tempo stringe, e il calendario non concede tregua: Modena, Monza, Venezia, Avellino, Entella e Catanzaro. Un percorso tutt’altro che agevole per la squadra di Longo, chiamata a un’impresa per evitare un epilogo amaro.
Nel grigiore di un pomeriggio barese senza lampi, l’unico segnale di vita arriva dagli spalti. I tifosi non smettono mai di cantare, sostenendo una squadra che, però, non riesce a restituire energia. E proprio sugli spalti, intorno all’ora di gioco, compare uno striscione che strappa un momento di emozione autentica:
“Da 50 anni voce biancorossa! Tanti auguri Salomone”.
Un omaggio a Michele Salomone, storica voce del Bari, simbolo di continuità e passione per un popolo che, nonostante tutto, non smette di amare.
Sul campo, però, il copione è ben diverso. La prestazione dei biancorossi è insufficiente sotto ogni aspetto: disordinata, superficiale, priva di cattiveria. Il primo tempo scivola via tra sbadigli e poche iniziative isolate, con Rao ed Esteves unici a provare a rompere una monotonia preoccupante.
Nella ripresa, la Carrarese cambia passo. Bastano due minuti per sbloccare il match: Rouhi, con un preciso piattone, finalizza una splendida azione nata dal fantasista Hasa, e rifinita dall’esterno Zanon. Il Bari prova timidamente a reagire intorno al 65’: Cistana trova spazio in area e serve Rao, ma l’attaccante non riesce a concretizzare grazie all’intervento decisivo di Imperiale. Sul corner successivo, Maggiore sfiora il pari di testa, ma Bleve si oppone con sicurezza.
È un fuoco di paglia. La Carrarese riprende subito il controllo e colpisce ancora: al 72’, Abiuso raddoppia in diagonale dopo una giocata travolgente di Hasa, che mette a nudo tutta la fragilità difensiva dei padroni di casa. Dieci minuti più tardi arriva il colpo del definitivo ko: Bouah è libero di inserirsi tranquillamente tra le maglie biancorosse e firma il 3-0. È buio totale.
A rendere ancora più amara la serata è il gol della bandiera annullato a Cuni nel finale, per un tocco di mano. Un episodio che sa di beffa, ma che non cambia la sostanza.
C’è poco da salvare, e ancora meno da analizzare sul piano tecnico-tattico. Con prestazioni di questo livello, la categoria difficilmente sarà mantenuta.
La reazione del pubblico è inevitabile: molti tifosi lasciano lo stadio prima del triplice fischio, mentre chi resta accompagna la squadra con una pioggia di fischi. Un segnale chiaro, che racconta più di qualsiasi analisi.
Un ambiente che un tempo ribolliva di entusiasmo si è progressivamente raffreddato, logorato da scelte societarie discutibili e da risultati che non rispecchiano la storia e le ambizioni di un club glorioso.
Il tempo delle parole è finito. Serve una scossa. Subito.


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