"Nonno Libero ha equilibrato tutto, mi ha avvicinato alle nuove generazioni"- Intervista a Lino Banfi, Bif&st 2026

BARI – Il Bif&st ha celebrato uno dei pilastri della comicità italiana, accogliendo il ritorno a casa di Pasquale Zagaria, per tutti Lino Banfi. L’occasione è la proiezione di un cult assoluto del 1982, Vieni avanti cretino, diretto da Luciano Salce. Una pellicola strutturata come una sequenza di sketch da avanspettacolo, dove un ex detenuto tenta di reinserirsi in società affrontando situazioni surreali che sono diventate storia del cinema.
Arti e spettacolo30 de marzo de 2026Flavia FormiconeFlavia Formicone
Vieni avanti cretino

"Aspettavo questo momento, lo stavo sognando." Confessa l'attore "rifarei volentieri questi film, forse un po' più curati; vuol dire che è stato un bel seminare, è questo che io lascio alle nuove generazioni".

Sabato 28, il Bif&st di Bari ha proiettato nella sala uno dei pilastri della comicità italiana degli anni 80, accogliendo come ospite Pasquale Zagaria, in arte e conosciuto da tutti come Lino Banfi, nonno d'Italia e padre della commedia pugliese. Strutturata come una sequenza di sketch da avanspettacolo, Vieni avanti cretino è una commedia diretta da Luciano Salce e uscita nelle sale nel 1982, in cui un ex detenuto tenta di reinserirsi in società affrontando una serie di lavori, ognuno preludio a gag e situazioni surreali.

"Il titolo nasce da una frase che ricorreva spesso ai tempi dei nostri padri e i nostri nonni" Spiega l'attore "Veniva pronunciata da grandi comici, come Totò,  per presentarne altri al publico. Ci sembrava un buon titolo e lo usammo". 

Inevitabile il riferimento al suo ruolo di apripista per i talenti della sua terra. Banfi si schernisce, ma rivendica con orgoglio il suo ruolo:

"Diciamo che ho aperto la strada agli altri comici pugliesi, pur senza saperlo. Oggi ce ne sono tanti bravi; penso a Pio e Amedeo: sono due 'belle creature' che si stavano spianando la strada già da tempo, sono due grandi attori".

Il legame con le radici emerge anche in Lino d'Italia- Storia di un itALIENO, che andrà in onda in prima serata su Rai1 l'11 luglio, in occasione del compleanno dell'attore. Il docufilm girato da Marco Spagnoli, racconterà al pubblico la storia e la nascita del personaggio di Banfi, girato al Teatro Petruzzelli di Bari per un legame simbolico: 

"È stato creato senza copione, l'abbiamo pensato e direttamente girato al Petruzzelli perché quel teatro è stato la chiave che mi ha aperto il percorso, permettendomi di incontrare Modugno e dare il via a tutto".

Il linguaggio

Più che a una singola battuta, Banfi è legato all’impatto del suo dialetto "sdoganato", capace di influenzare persino il linguaggio della politica. Ma la vera magia è avvenuta con l'unione delle generazioni:

"Se i film cult erano inizialmente per adulti, Nonno Libero mi ha permesso di abbracciare i giovanissimi. Grazie ai social e a Un Medico in Famiglia, ho messo insieme tre generazioni: oggi sono diventato il bisnonno d'Italia".

Un successo che sembra aver predetto persino Papa Francesco: "Un giorno il Pontefice mi disse: 'Vedrai che un giorno tutti parleranno la tua lingua'. Aveva ragione".

Lino Banfi ha portato la Puglia nelle case di molta gente, ma entrando nella sua casa l'ingrediente che sicuramente non può mancare è il calore dei fan e i sapori del territorio:

"Cosa mi rende felice oggi? Il calore delle persone, vedere i bambini che mi imitano e ripetono le mie battute. E poi, sicuramente, la burrata di Andria: è il sapore che mi fece riscoprire il latte dopo lo svezzamento di mia madre".

Tra cinema e sapori, Lino Banfi si conferma  un artista capace di nutrire l'anima dell'Italia con una risata e un pizzico di nostalgia pugliese.

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