Brasile in affanno, Marocco da applausi: Vinicius evita il tonfo all’esordio

La Seleção di Carlo Ancelotti, ancora poco rodata nei meccanismi, soffre l’avvio travolgente dei Leoni dell’Atlante. Al MetLife Stadium finisce 1-1: un punto a testa per quelle che, sulla carta, sono le due favorite del Gruppo C.
Sport14 de junio de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

Nella notte italiana va in scena uno degli spettacoli più attesi di questo avvio di Mondiale: da una parte il Brasile dell’orgoglio italiano, Carlo Ancelotti, dall’altra il Marocco di Mohamed Ouahbi, promosso alla guida della nazionale maggiore dopo lo storico trionfo ai Mondiali Under 20 in Cile.

Il tecnico dei marocchini, nato in Belgio, schiera una formazione aggressiva e ultra offensiva, con un 4-3-3 estremamente dinamico, capace di esaltare la duttilità e la qualità dei suoi uomini. Sin dai primi minuti, i nordafricani mettono in enorme difficoltà il Brasile, che è costretto ad abbassarsi.

I primi venti minuti sono la dimostrazione di quanto il Mondiale sappia essere imprevedibile. Il Brasile, cinque volte campione del mondo, resta schiacciato nella propria metà campo, senza riuscire a costruire gioco né ad alzare il baricentro.

E proprio quando i verdeoro sembrano poter resistere all’assalto, arriva l’episodio che premia il dominio marocchino. Brahim Díaz inventa una verticalizzazione illuminante che sorprende i due centrali avversari, Marquinhos e Gabriel. Saibari si inserisce perfettamente e con un morbido pallonetto supera Alisson, firmando l’1-0.

Dopo venti minuti di assoluta esuberanza, il vantaggio del Marocco è più che meritato.

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Carlo Ancelotti osserva contrariato dalla panchina e si affida al talento dei suoi fuoriclasse. La risposta arriva puntuale.

Al 32’, Vinicius Junior, pupillo dell’allenatore italiano ai tempi del Real Madrid, decide di lasciare il segno sul suo Mondiale. Riceve palla sulla fascia, manda fuori tempo il diretto avversario con una finta, rientra sul destro e lascia partire una conclusione potente e precisa che si infila all’incrocio dei pali. È 1-1.

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L’episodio, però, non cambia realmente l’inerzia della gara. Il Brasile continua a sembrare poco brillante, mentre il Marocco riprende rapidamente fiducia e torna a spingere.

Brahim Díaz è incontenibile: le sue giocate accendono gli oltre ottantamila spettatori presenti al MetLife Stadium, autentico gioiello del New Jersey.

Prima dell’intervallo c’è ancora spazio per una prodezza sfiorata da Lucas Paquetá, che prova una spettacolare rovesciata neutralizzata da un grande intervento di Bono.

Si va al riposo sull’1-1.

Il secondo tempo, complice la stanchezza e il caldo torrido americano, si sviluppa su ritmi decisamente più compassati e meno forsennati. Le squadre commettono molti errori tecnici e le occasioni da gol diminuiscono sensibilmente. Lo spettacolo ne risente vistosamente.

Il Brasile sembra rientrare dagli spogliatoi con maggiore equilibrio. L’ingresso di Fabinho dà più solidità alla mediana e i pentacampioni del mondo provano a rendersi pericolosi con alcune conclusioni dalla distanza, che però vengono bloccate senza troppi patemi dal portiere avversario. 

Il Marocco arretra leggermente, ma continua a esprimere qualità grazie ai suoi interpreti migliori.

Se c’è un giocatore che ha dimostrato al mondo intero la sua classe, quello è Ayyoub Bouaddi.

Il giovane centrocampista del Lille ha offerto una prestazione di altissimo livello, fatta di recuperi, inserimenti e giocate di smisurata eleganza. Per tutti i novanta minuti ha mantenuto alto il ritmo della squadra di Ouahbi, confermandosi il vero metronomo del centrocampo marocchino.

Personalità, qualità tecnica e maturità fuori dal comune: caratteristiche che spiegano perché sia considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.

La seconda frazione, però, nonostante alcune giocate dei singoli, non riesce mai davvero a decollare. Gli spunti di Raphinha e Cunha, entrato al posto dell’evanescente Igor Thiago, non bastano ad accendere una gara che lentamente si trascina verso il pareggio.

Alle 2 di notte italiane, anche i tifosi più temerari iniziano ad accusare il colpo, iniziando una lunga lotta contro il sonno.  L’arbitro concede dieci minuti di recupero, che francamente, vista la mole di emozioni vissute nella seconda frazione, potevano essere benissimo evitati.

Restare svegli fino all’ultimo resta un’impresa, anche perché i primi minuti di recupero sono trascorsi con un lentissimo e sterile possesso palla marocchino.

L’ultimo giro di lancette, però, rischia di far alzare vertiginosamente tutti dal divano.

Al 99’, El Aynaoui, centrocampista della Roma e tra i migliori in campo, lascia partire una conclusione dalla distanza. Alisson non trattiene perfettamente il pallone e per un attimo il Marocco assapora il colpo grosso. Sulla ribattuta, però, Ayoube Amaimouni non riesce ad approfittarne.

È l’ultimo brivido della partita.

Il tabellone finale recita 1-1. Un risultato che lascia aperto ogni scenario nel Gruppo C.

Carlo Ancelotti porta a casa un pareggio prezioso ma sa che, per inseguire il sogno mondiale, dovrà correggere le troppe disattenzioni difensive e costruire un Brasile più aggressivo e lucido nelle prossime sfide contro Haiti e Scozia.

Per gli appassionati di statistiche, però, resta intatto un record impressionante: il Brasile non perde la partita inaugurale di un Mondiale da 21 edizioni consecutive. L’ultima sconfitta risale al 1934, quando la Spagna si impose per 3-1. Praticamente un’era geologica calcistica fa.

Il Marocco, invece, conferma tutta la crescita del movimento mostrata negli ultimi anni. Organizzazione, qualità e una generazione di talento che continua a stupire. Dopo la storica cavalcata del 2022, culminata al quarto posto, e impreziosita dallo sgambetto ai rigori contro la Spagna, i Leoni dell’Atlante non hanno alcuna intenzione di smettere di sognare.

Che siano proprio gli uomini di Mohamed Ouahbi gli outsider del torneo?

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