Dal Bif&st alla rivoluzione immersiva, perché oggi l'arte non vuole più solo essere guardata

Bari diventa la capitale del cinema! Tra le anteprime del Bif&st e le nuove mostre immersive, scopri perché oggi lo spettacolo ha deciso di "abbattere la quarta parete”.
Arti e spettacolo27 de marzo de 2026Melissa Anna DonvitoMelissa Anna Donvito

C’è un’energia particolare che attraversa le strade di Bari e i grandi poli culturali italiani in questo venerdì 27 marzo. Mentre il Bif&st 2026 entra nella sua fase finale, il messaggio che arriva dai palchi e dalle gallerie è univoco: lo spettacolo del futuro ha smesso di essere un’immagine piatta su uno schermo per diventare un’esperienza fisica, tattile e profondamente umana.

Il cuore pulsante di oggi è il Teatro Petruzzelli, dove stasera va in scena uno degli eventi più attesi del festival: “Is This Thing On? (È l’ultima battuta?)". Non è solo una proiezione, ma un incontro tra generi che riassume la filosofia di questa edizione. Il festival, quest'anno più che mai, ha trasformato Bari in un set diffuso: dalle anteprime al Multicinema Galleria fino ai "Pomeriggi al Petruzzelli", il pubblico non è più un semplice spettatore, ma parte attiva di un dialogo diretto con registi e attori del calibro di Alessio Boni e Barbara Bouchet.

Ma la cultura oggi non si ferma alle poltrone rosse dei teatri. A Palazzo Starita, la mostra immersiva curata da Silvio Danese, “Sembra ch’è passato un giorno. Voci, storie, immagini dal romanzo del cinema italiano”, sta riscrivendo le regole dell’esposizione. Attraverso percorsi sensoriali, i visitatori camminano letteralmente dentro la storia del nostro cinema, dimostrando che nel 2026 la Cultura è qualcosa che si "abita", non che si consuma.

Questa tendenza all’immersione totale non è isolata. Mentre a Firenze la mostra di Rothko a Palazzo Strozzi invita a una contemplazione quasi mistica del colore, e a Milano le esperienze digitali su Monet permettono di "entrare" nelle ninfee, il mondo dello spettacolo sta vivendo una vera e propria "resistenza analogica".

Il valore dell'errore: In un'epoca di perfezione digitale, il pubblico oggi premia l'imprevisto del live, il calore della voce nuda e la forza della presenza fisica.

Perché parlarne oggi?

Il 27 marzo 2026 segna il confine tra un'arte che intrattiene e un'arte che trasforma. Che sia un corto d'autore come “Luna Verde” (presentato stamattina) o una grande retrospettiva internazionale, la richiesta del pubblico è chiara: vogliamo tornare a emozionarci insieme, nello stesso spazio, nello stesso istante.

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