
Bif&st 2026- Intervista ad Alessandro Gassmann
Flavia Formicone"Guido Guerrieri è un uomo che sa piangere e proprio per questo ha una umanità che apprezzo molto."
Ha dichiarato l'attore parlando del suo personaggio per cui afferma provare una certa simpatia.
«Penso che il cinema italiano abbia già sperimentato e sperimenterà altrettante strade ritraendo eroi complessi che si distacchino dalla mascolinità tossica tradizionale».

Cosa significa per lei interpretare oggi un personaggio che combatte soprattutto con se stesso? E qual è stato l’aspetto più complesso da rendere credibile emotivamente nel suo personaggio in questa serie?
«In realtà mi sento molto vicino caratterialmente a questo personaggio, perché anch'io sono un tipo timido e un po' chiuso che preferisce ascoltare. Sarà anche per via della malinconia che viene col passare dell'età».
Guido Guerrieri cammina tantissimo per Bari quasi per smaltire i suoi pensieri. C’è un angolo della città che ha scoperto girando e che le è rimasto nel cuore, dove magari andava anche lei a riflettere a fine set?
«Il mare, sicuramente. Bari ha un mare chiaro e limpido, a Roma per vedere l'acqua trasparente dobbiamo farci non so quanti chilometri di strada» – ride – «siete fortunati».
Lei ha dato volto a professori, poliziotti, padri e ora un avvocato così complesso come Guido Guerrieri, ma c’è un personaggio magari un fantasma della letteratura o della storia che avreste voluto interpretare e che non hai mai avuto l’occasione di fare suo?
«Ce ne sono tanti...Mi piacerebbe adattarmi ai personaggi della mia età. Sto entrando nella terza fase, quella finale della mia vita, dove finalmente mi verrà data la possibilità di interpretare degli uomini adulti. Comincio a pensare a personaggi di zii e fra un po' anche di nonni e questo mi esalta, perché ho sempre pensato di essere più maturo della mia età e quindi finalmente posso scendere in campo. »
Lei ha affermato in altre interviste di essere un lettore di Carofiglio ancor prima di poter interpretare il suo personaggio, c'è per caso una frase del libro che le è rimasta impressa e che ha custodito durante le riprese?
«Al momento non mi viene in mente, anche perché sono romanzi molto complessi e soprattutto romanzi che non basano il loro successo sulle frasi ma sulla costruzione e sulla narrazione dei luoghi e delle scene. Quindi la cosa che mi è rimasta fortemente impressa dei romanzi di Gianrico è la scoperta di umanità complesse, lui è bravissimo in questo».
Gassmann ci lascia dunque con l'immagine di un attore che non smette di cercare l'umanità dietro la maschera. Non resta che aspettare di vederlo sul ring della vita — e del tribunale — nei panni di un Guerriero che ha già conquistato il pubblico.


Bif&st: al teatro Margherita la mostra SCART. I colossi del cinema prendono vita con i rifiuti.






