
Oscar 2026: tutti i vincitori e i momenti più importanti della notte del cinema
Marika DigiorgioAlle 23:30 ora locale è andato in onda l’evento più atteso dell’anno, per quanto riguarda il cinema internazionale.
Per la prima volta, i membri votanti dell’Academy hanno dovuto obbligatoriamente prendere visione di tutti i film per poter esprimere il loro giudizio, con l’obiettivo di puntare meno sul marketing e più sulla valutazione complessiva dei prodotti cinematografici.
A sbancare gli Oscar è stato il film “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, vincendo ben sei statuette, molto importanti, come miglior film, miglior regia, miglior montaggio, miglior sceneggiatura non originale, miglior attore non protagonista, vinto da Sean Penn, che per la terza volta non si è presentato alla cerimonia, e miglior casting, il nuovo Oscar introdotto durante questa edizione.

Nel “podio del 2026” a seguire troviamo “Sinners” (I peccatori), con quattro Oscar portati a casa: miglior sceneggiatura originale, miglior colonna sonora, miglior fotografia e miglior attore protagonista con Michael B. Jordan, che ha eccelso nella categoria riuscendo ad interpretare all’interno della pellicola due gemelli, una vera e propria magistrale magia cinematografica; e, con tre Oscar, il “Frankenstein” di Guillermo Del Toro, che era il suo progetto da interi anni, si è imposto su miglior scenografia, migliori costumi e miglior trucco e acconciatura, per il quale l’attore Jacob Elordi, nei panni della Creatura, si sottoponeva a lunghissime sessioni di preparazione notturne per essere pronto a girare al mattino senza ritardare le riprese.
Per i più piccoli, vince due Oscar su due candidature “Kpop Demon Hunters”, che ha dominato la miglior animazione e la miglior canzone originale con “Golden”, viralissima sui social, che ha consacrato il kpop per la prima volta agli occhi dell’America che conta.
Restando sull’animazione, a vincere il miglior cortometraggio animato è stato “The girl who cried pearls”.
Per il miglior cortometraggio cinematografico invece c’è stato un evento eccezionale. Per la 7ª volta nella storia degli Oscar, due film della stessa categoria hanno vinto l’Oscar, in quanto hanno ricevuto lo stesso esatto numero di voti, e perciò nel pareggio hanno vinto “The singers” e “Two people exchanging saliva”, e quest’ultimo corto ha visto tra i suoi rappresentati anche un’italiana, Alice Rohrwacher. Rimanendo in tema, il miglior film internazionale è stato vinto da “Sentimental Value”, film norvegese.
Sul fronte tecnico trionfano “Avatar: Fuoco e Cenere” per gli effetti speciali, e “F1” per il sonoro.
Importante traguardo per il cinema horror, che trova spazio agli Oscar grazie alla vittoria di Amy Madigan come miglior attrice non protagonista per “Weapons”. La statuetta come miglior attrice protagonista va invece a Jessie Buckley per “Hamnet”, unica vittoria per un film con molte aspettative, un po’ come i grandi delusi della serata, “Bugonia” e “Marty Supreme”, tornati a casa a mani vuote.
Il web si è diviso in chi ha apprezzato e in chi era convinto che Conan O’Brien non sia stato all’altezza del ruolo di conduttore, specialmente nel discorso d’apertura, in cui non sono mancate battute taglienti, tra cui una diretta a Timothée Chalamet e la sua dichiarazione che il balletto e l’opera fossero “morti” e perciò non lavorerebbe mai in uno dei due generi, adirando l'Academy. Tuttavia, le votazioni erano già chiuse, rendendo la sua esternazione ininfluente sul risultato finale. Ha diretto un’altra battuta pungente nei confronti del caso Epstein che ha sconvolto l’internet qualche mese fa, citando i britannici che sono stati in grado di fermare il Principe Andrea, coinvolto proprio in questo caso.

Ma non è stato l’unico momento politico. Anzi, le manifestazioni sono state molteplici in questo clima di guerra che ha reso gli Oscar un evento blindato e militare, partendo da Javier Bardem, attore vincitore del premio Oscar che ha presentato il miglior film internazionale, con una spilla “No a la guerra” e dichiarando apertamente “Palestina libera”. Ma il momento più politico è stato quando Jimmy Kimmel, storico volto americano alla guida di uno dei Late Night Show più famosi del Paese, durante l’annuncio dei migliori documentari ha parlato di libertà di espressione. Il riferimento era palesemente rivolto a Donald Trump, reo di aver tentato di far chiudere il programma di Kimmel in seguito a delle gag satiriche sul suo conto. Ma anche i documentari vincitori stessi, “All the empty rooms” per miglior corto-documentario e il miglior documentario “Mr. nobody against Putin” hanno mandato messaggi chiari sulla guerra contro le armi in America e contro la Russia.
Inoltre, ovviamente non è mancato lo spazio per annunciare nuovi film in uscita quest’anno durante la presentazione della categoria, come Anne Hathaway e una scenetta con gli iconici occhiali tondi e scuri per “Il diavolo veste Prada 2”, in uscita a fine aprile, Zendaya e Robert Pattinson per “The drama”, in uscita il 1° aprile, e Robert Downey Jr e Chris Evans per “Avengers: Doomsday”, il kolossal in uscita a dicembre.
Un’edizione ricca di sorprese, riconoscimenti importanti e momenti di forte impatto politico e sociale. Mentre si chiude il sipario su “Una battaglia dopo l’altra” e i suoi trionfi, l’attesa si sposta già sui prossimi mesi, con le anticipazioni di kolossal e sequel che promettono di far sognare il pubblico fino alla prossima, imperdibile, notte delle stelle.


Via ai cast per il nuovo James Bond: chi potrebbe essere il nuovo 007?

“Alla Controra”: il cortometraggio lucano che racconta la violenza di genere partendo dalla fragilità maschile

Dalla Basilicata a Bari e Napoli: l’estate 2026 si prepara a vivere la musica

Nuove tensioni nel Golfo Persico: cresce l’allarme internazionale

Matera celebra gli 80 anni della Repubblica Italiana: consegnate le Onorificenze al Merito della Repubblica

PSG-ARSENAL: i francesi bissano il successo dello scorso anno e alzano la coppa dalle grandi orecchie nel cielo della Puskas Arena di Budapest


