Referendum sulla giustizia: il 22 e 23 marzo gli italiani votano sulla riforma costituzionale

I cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla riforma dell’ordinamento della magistratura approvata dal Parlamento.
Politica13 de marzo de 2026Zaira LocorriereZaira Locorriere

L’Italia si prepara a tornare alle urne per una consultazione che potrebbe incidere profondamente sull’organizzazione della giustizia. Il 22 e 23 marzo 2026 i cittadini saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma dell’ordinamento della magistratura approvata dal Parlamento nei mesi scorsi.

Il referendum si svolge secondo quanto previsto dall’articolo 138 della Costituzione e, a differenza dei referendum abrogativi, non prevede il quorum: l’esito sarà determinato dalla maggioranza dei voti validi espressi.

Il nodo della separazione delle carriere

Il punto centrale della riforma riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Attualmente i magistrati italiani fanno parte di un unico ordine e possono passare, nel corso della carriera, dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa.

Secondo i promotori della riforma, la separazione delle carriere permetterebbe di rendere più chiara la distinzione tra le diverse funzioni della magistratura e rafforzare l’imparzialità del processo.

Un dibattito politico acceso

La riforma ha acceso un forte confronto nel mondo politico e giuridico.

I sostenitori del ritengono che la separazione delle carriere possa rafforzare l’imparzialità dei processi e rendere il sistema giudiziario più moderno e trasparente.

Di opinione opposta i sostenitori del NO, secondo cui la riforma rischierebbe di indebolire l’indipendenza della magistratura e di creare una maggiore distanza tra le diverse funzioni del sistema giudiziario.

Magistrati, giuristi, partiti e associazioni civiche si sono schierati su fronti diversi, trasformando la consultazione in uno dei temi politici più discussi dell’inizio del 2026.

Un voto che riguarda l’equilibrio dello Stato

Il referendum non riguarda solo una modifica tecnica dell’ordinamento giudiziario, ma tocca uno dei principi fondamentali dello Stato democratico: l’equilibrio tra i poteri e l’indipendenza della magistratura.

Per questo motivo la consultazione del 22 e 23 marzo viene considerata da molti osservatori un passaggio importante per il futuro istituzionale del Paese.

Spetterà ora ai cittadini decidere se confermare o respingere la riforma, esprimendo la propria scelta con un semplice SÌ o NO sulla scheda elettorale.

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