
MONDIALI USA, CANADA, MESSICO 2026: IRAN VERSO LA RINUNCIA DEFINITIVA
Gianvito ClementeSecondo gli ultimi aggiornamenti, Teheran non si sarebbe lasciata persuadere dalle rassicurazioni provenienti da Washington. Nonostante le parole concilianti del presidente della FIFA Gianni Infantino, alcuni esponenti politici iraniani avrebbero perfino valutato l’ipotesi di un boicottaggio del torneo.
Il ministro dello Sport iraniano, Mehdi Donyamali, ha affermato più volte che gli attacchi contro l’Iran hanno provocato migliaia di vittime, rendendo la partecipazione della nazionale «impossibile sia dal punto di vista politico sia da quello morale».
La selezione iraniana, soprannominata Team Melli, aveva conquistato sul campo la qualificazione mondiale grazie a un’ottima fase delle qualificazioni asiatiche (AFC). Decisivo il pareggio per 2-2 contro l’Uzbekistan nel marzo 2025: la doppietta del centravanti Mehdi Taremi ha suggellato la quarta partecipazione consecutiva dell’Iran alla Coppa del Mondo.
Dopo il sorteggio ufficiale, l’Iran è stato inserito nell’equilibratissimo Gruppo G, insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda.
Se la rinuncia dovesse diventare ufficiale, si aprirebbero diversi scenari.
• Ripescaggio di una squadra asiatica.
La FIFA potrebbe sostituire l’Iran ripescando la miglior nazionale asiatica non qualificata. In pole position ci sarebbero l’Iraq, che deve disputare lo spareggio intercontinentale contro la vincente tra Bolivia e Suriname, oppure gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall’Iraq nello spareggio asiatico. Questa soluzione sarebbe la più logica, poiché manterrebbe invariata la distribuzione dei posti tra le sei confederazioni continentali. Tuttavia, anche in questo caso la situazione geopolitica resta complessa: l’Iraq ha chiesto il rinvio dello spareggio previsto il 31 marzo a Monterrey, in quanto lo spazio aereo nazionale dovrebbe riaprire solo il 1° aprile. Parte della squadra si trova infatti bloccata a Baghdad, impossibilitata a viaggiare. La partita più importante per il popolo iracheno rischierebbe così di iniziare già in salita.
• Ripescaggio della miglior squadra non qualificata per ranking FIFA.
Un’altra ipotesi è che la FIFA scelga la nazionale con il miglior ranking tra quelle rimaste escluse. Una prospettiva che potrebbe far rizzare le orecchie al popolo italiano, nel caso di ennesima e fragorosa debacle negli spareggi di fine marzo.
• Gruppo G con tre squadre.
Non si può escludere, almeno in teoria, che la FIFA decida di non sostituire l’Iran. In questo caso il Gruppo resterebbe composto da sole tre squadre, con evidenti complicazioni nella valutazione delle migliori terze e nell’equilibrio generale del torneo. Si tratterebbe di una soluzione difficile da percorrere, ma formalmente possibile.
Sic stantibus rebus, tutte le opzioni restano aperte. L’articolo 6.7 del regolamento della FIFA World Cup 2026 non stabilisce infatti criteri precisi per l’eventuale ripescaggio di una nazionale.
L’ultimo precedente risale al lontano 1950: Scozia, Francia, Turchia e India rinunciarono alla partecipazione alla Coppa del Mondo nonostante la qualificazione, a causa delle tensioni e delle difficoltà logistiche del dopoguerra.
In ogni caso, qualora la nazionale asiatica decidesse di ritirarsi ufficialmente, potrebbe andare incontro a pesanti sanzioni o a possibili sospensioni dalle future competizioni FIFA.
Al momento, però, non esiste alcun comunicato ufficiale: la FIFA non ha escluso l’Iran e la federazione iraniana non ha ancora sciolto le riserve. La questione dovrà comunque essere risolta a breve. Una decisione definitiva dovrebbe arrivare entro il 30 aprile 2026, data del Congresso FIFA previsto a Vancouver.
Nel frattempo il conflitto, iniziato il 28 febbraio con gli attacchi israelo-americani contro l’Iran, è tuttora in corso. In uno scenario internazionale così volatile, le dinamiche geopolitiche possono cambiare di ora in ora e con esse anche il destino sportivo della nazionale iraniana.


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