
Verdetti Champions: risultati pirotecnici nel turno degli ottavi
Gianvito ClementeLa Champions League, si sa, è il sogno proibito di ogni club. Sono molte le squadre a bramarla, ma alla fine è sempre e solo una ad alzarla. Mai come quest’anno, però, sembra non avere un padrone: non esiste una squadra largamente favorita, e diversi big team, in questo turno, hanno mostrato una risposta ruggente, annichilendo i propri avversari tra andata e ritorno.
Il passaggio del turno non è mai stato in discussione: lo strapotere fisico e territoriale dei tedeschi ha ridicolizzato la squadra di Palladino, apparsa impotente sin dai primi minuti della gara di andata. Il ritorno in campo dell’uragano Harry Kane è solo la ciliegina sulla torta per un club che ha saputo sopperire egregiamente alla sua assenza e che ora può legittimamente sognare il Treble.
Inoltre, nella serata dell’Allianz Arena, arriva anche un record singolare: l’esordio del primo classe 2010. Filip Pavic, difensore entrato al 72’, è diventato il terzo giocatore più giovane di sempre a debuttare nella competizione.
Il Real appare ancora una volta come la principale criptonite del calcio di Guardiola, che si è presentato all’Etihad con una proposta sbarazzina —riflessa anche nel suo outfit casual — subito spezzata dalla precoce espulsione di Bernardo Silva. Il City, eliminato dalla Champions, potrà ora concentrarsi sulla rincorsa in Premier League, nel tentativo di rosicchiare punti all’Arsenal.
In questa Champions l’Arsenal ha vinto tutte le gare disputate all’Emirates Stadium, con 12 gol fatti e 0 subiti: numeri che raccontano meglio di ogni parola la forza della squadra, capace ora di far sventolare con orgoglio la bandiera di Re Giorgio.
Se a prendersi le copertine sono gli uomini offensivi, una menzione speciale la merita il capitano Hjulmand, ex Lecce, autore di una prestazione gigantesca, fatta di sacrificio ed equilibrio. L’impresa dell’Alvalade rimarrà nella storia recente della Champions, ricordandoci come nel calcio nulla sia realmente impossibile e tutto sia dannatamente imprevedibile.
Il passaggio del turno del PSG porta la firma dell’ira funesta di Kvaratskhelia, che tra andata e ritorno ha fatto ammattire la difesa inglese. Il georgiano, con il gol di martedì, è diventato il primo giocatore del suo Paese a raggiungere la doppia cifra in Champions League, consacrandosi definitivamente tra le stelle della competizione.
Una prestazione tonante quella degli uomini di Slot, padroni del campo sin dai primi minuti. Il capolavoro balistico di Szoboszlai ha stappato il match, accendendo Anfield che, sotto gli occhi di Steven Gerrard, ha festeggiato quattro reti. Il gol numero 50 in Champions di Salah conferma quanto l’attaccante egiziano sia ancora un pericolo costante per qualsiasi difesa.
Il club turco, invece, abbandona la competizione, nonostante l’encomiabile impegno del portiere Cakir, che nella prima frazione ha evitato che il passivo fosse ancora più pesante. Un augurio speciale di pronto recupero va allo sciagurato Noa Lang, vittima di un terribile, quanto fortuito, infortunio al dito.
Gli inglesi hanno provato a restare in partita con la doppietta di Elanga, ma gli episodi hanno sorriso alla squadra di Flick, che ora affronterà un suggestivo derby spagnolo contro l’Atletico Madrid.
Il pesante passivo dell’andata ha condannato gli inglesi, che escono comunque a testa alta, consapevoli tuttavia di dover raddrizzare la classifica di Premier League.
Dunque, tra le otto squadre qualificate ai quarti troviamo rappresentate diverse realtà europee, mentre la grande assente resta la Serie A, eliminata già agli ottavi. Tutto il movimento calcistico italiano confida speranzoso nelle possibili imprese in Europa e Conference League.
Ora che i verdetti sono chiari, resta una sola domanda: chi la spunterà alla fine?
Non ci resta che prendere i popcorn e goderci lo spettacolo del grande calcio europeo.


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