Verdetti Champions: risultati pirotecnici nel turno degli ottavi

La pioggia di reti testimonia la bellezza e l’imprevedibilità di una competizione sempre più votata allo spettacolo, alla creatività e alla ricerca del gol.
Sport19 de marzo de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

La Champions League, si sa, è il sogno proibito di ogni club. Sono molte le squadre a bramarla, ma alla fine è sempre e solo una ad alzarla. Mai come quest’anno, però, sembra non avere un padrone: non esiste una squadra largamente favorita, e diversi big team, in questo turno, hanno mostrato una risposta ruggente, annichilendo i propri avversari tra andata e ritorno.

 È il caso del Bayern Monaco che, per gli addetti ai lavori, rappresenta il principale candidato ad alzare la coppa nei cieli della Puskas Arena di Budapest il 30 maggio. Il club bavarese ha sotterrato l’Atalanta, unico baluardo del calcio italiano, con 10 gol nel doppio confronto: numeri monstre che testimoniano come la squadra di Kompany abbia raggiunto un calcio quasi prometeico, difficilmente arginabile.

Il passaggio del turno non è mai stato in discussione: lo strapotere fisico e territoriale dei tedeschi ha ridicolizzato la squadra di Palladino, apparsa impotente sin dai primi minuti della gara di andata. Il ritorno in campo dell’uragano Harry Kane è solo la ciliegina sulla torta per un club che ha saputo sopperire egregiamente alla sua assenza e che ora può legittimamente sognare il Treble.

Inoltre, nella serata dell’Allianz Arena, arriva anche un record singolare: l’esordio del primo classe 2010. Filip Pavic, difensore entrato al 72’, è diventato il terzo giocatore più giovane di sempre a debuttare nella competizione.

 Nel suo cammino, ai quarti, Vincent Kompany e la sua banda incontreranno il Real Madrid. Il doppio confronto col City ha restituito enorme fiducia all’ambiente madridista, reduce da mesi turbolenti. Il blocco basso proposto dai merengues ha ingabbiato gli attaccanti dei Citizens, e i contropiedi di Vinicius si sono rivelati letali. Il brasiliano ha raggiunto quota 35 gol in Champions League, superando Puskas; tuttavia nel doppio confronto è impossibile non citare l’impatto del “Pajaro” Valverde: giocatore totale, che con la tripletta al Bernabeu aveva già incanalato la qualificazione.

Il Real appare ancora una volta come la principale criptonite del calcio di Guardiola, che si è presentato all’Etihad con una proposta sbarazzina —riflessa anche nel suo outfit casual — subito spezzata dalla precoce espulsione di Bernardo Silva. Il City, eliminato dalla Champions, potrà ora concentrarsi sulla rincorsa in Premier League, nel tentativo di rosicchiare punti all’Arsenal.

 Mikel Arteta e i suoi uomini, attraverso equilibrio e pragmatismo, hanno infatti ottenuto il pass per i quarti battendo il Bayer Leverkusen. I Gunners abbinano solidità difensiva e cinismo offensivo: i gol pesanti di Eze e Rice certificano la supremazia del club londinese.

In questa Champions l’Arsenal ha vinto tutte le gare disputate all’Emirates Stadium, con 12 gol fatti e 0 subiti: numeri che raccontano meglio di ogni parola la forza della squadra, capace ora di far sventolare con orgoglio la bandiera di Re Giorgio.

 Ai quarti, ad affrontare l’undici di Arteta, ci sarà l’underdog della competizione: lo Sporting Lisbona. Il club portoghese ha rifilato 5 gol al Bodo, firmando una rimonta leggendaria dopo il pesante passivo dell’andata.

Se a prendersi le copertine sono gli uomini offensivi, una menzione speciale la merita il capitano Hjulmand, ex Lecce, autore di una prestazione gigantesca, fatta di sacrificio ed equilibrio. L’impresa dell’Alvalade rimarrà nella storia recente della Champions, ricordandoci come nel calcio nulla sia realmente impossibile e tutto sia dannatamente imprevedibile.

 Se c’è una Londra che festeggia, sponda Arsenal, c’è un Chelsea che invece sprofonda a Stamford Bridge sotto i colpi di uno straripante PSG. La difesa ballerina dei Blues non è riuscita a contenere l’attacco di fuoco dei francesi. Lo stadio si è ammutolito già dopo i primi 15 minuti, complice l’immediato 0-2 dei parigini; al 60’, sul triplo svantaggio, molti tifosi hanno abbandonato gli spalti.

Il passaggio del turno del PSG porta la firma dell’ira funesta di Kvaratskhelia, che tra andata e ritorno ha fatto ammattire la difesa inglese. Il georgiano, con il gol di martedì, è diventato il primo giocatore del suo Paese a raggiungere la doppia cifra in Champions League, consacrandosi definitivamente tra le stelle della competizione.

 Ai quarti, i parigini troveranno un Liverpool tanto straripante quanto discontinuo. I Reds, insieme all’Arsenal, sono tra le due squadre inglesi sopravvissute, e ad Anfield sono riusciti a ribaltare l’1-0 subito in casa del Galatasaray.

Una prestazione tonante quella degli uomini di Slot, padroni del campo sin dai primi minuti. Il capolavoro balistico di Szoboszlai ha stappato il match, accendendo Anfield che, sotto gli occhi di Steven Gerrard, ha festeggiato quattro reti. Il gol numero 50 in Champions di Salah conferma quanto l’attaccante egiziano sia ancora un pericolo costante per qualsiasi difesa.

Il club turco, invece, abbandona la competizione, nonostante l’encomiabile impegno del portiere Cakir, che nella prima frazione ha evitato che il passivo fosse ancora più pesante. Un augurio speciale di pronto recupero va allo sciagurato Noa Lang, vittima di un terribile, quanto fortuito, infortunio al dito.

 Spettacolo anche al Camp Nou, dove il Barcellona ha travolto il Newcastle con un netto 7-2. I blaugrana hanno reagito con forza dopo un’andata sottotono, imponendosi grazie al proprio attacco stellare: Raphinha, Lewandowski e Yamal.

Gli inglesi hanno provato a restare in partita con la doppietta di Elanga, ma gli episodi hanno sorriso alla squadra di Flick, che ora affronterà un suggestivo derby spagnolo contro l’Atletico Madrid.

 Proprio l’Atletico ha avuto la meglio su un Tottenham combattivo. Gli Spurs hanno tentato la rimonta, trascinati dalle giocate del gioiello olandese Xavi Simons, ma la squadra del Cholo Simeone si è dimostrata ancora una volta cinica e letale in contropiede.

Il pesante passivo dell’andata ha condannato gli inglesi, che escono comunque a testa alta, consapevoli tuttavia di dover raddrizzare la classifica di Premier League.

Dunque, tra le otto squadre qualificate ai quarti troviamo rappresentate diverse realtà europee, mentre la grande assente resta la Serie A, eliminata già agli ottavi. Tutto il movimento calcistico italiano confida speranzoso nelle possibili imprese in Europa e Conference League.

Ora che i verdetti sono chiari, resta una sola domanda: chi la spunterà alla fine?

Non ci resta che prendere i popcorn e goderci lo spettacolo del grande calcio europeo.

 

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