Guerra tra Israele e Iran: Mojtaba Khamenei nuovo leader supremo mentre il petrolio supera i 100 dollari

Escalation militare in Medio Oriente dopo la morte di Ali Khamenei: attacchi incrociati e mercati globali in allarme.
Mondo09 de marzo de 2026Mario GarciaMario Garcia

La crisi in Medio Oriente entra in una nuova fase. Dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, l’Iran ha nominato Mojtaba Khamenei come nuovo leader supremo della Repubblica islamica, un passaggio di potere che arriva nel pieno dell’escalation militare tra Teheran e Israele.

La nomina, annunciata nelle ultime ore dalle autorità iraniane, è stata presentata dal regime come l’inizio di una “nuova era di autorità e resistenza”. Tuttavia, sul piano geopolitico il cambio al vertice coincide con una fase estremamente delicata del conflitto.

Negli ultimi giorni gli attacchi si sono intensificati. Israele ha colpito diversi obiettivi strategici iraniani e postazioni legate al movimento Hezbollah in Libano. Teheran ha risposto lanciando droni e missili contro obiettivi nel Golfo Persico e in territorio israeliano.

Secondo le stime più recenti, il bilancio delle vittime ha superato i 1.300 morti in Iran, mentre in Libano si contano circa 390 vittime e diversi morti anche in Israele. Gli attacchi hanno colpito anche infrastrutture energetiche, aggravando l’impatto economico globale della crisi.

L’impatto sui mercati globali

Il conflitto sta già producendo conseguenze tangibili sui mercati finanziari. Il prezzo del petrolio ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, alimentando timori di una nuova ondata inflazionistica a livello mondiale.

Le borse asiatiche hanno reagito con forti ribassi e anche i mercati europei hanno aperto in negativo. Milano, Parigi e Francoforte hanno registrato cali superiori all’1%, mentre gli investitori temono nuove tensioni energetiche.

Gli analisti avvertono che una guerra prolungata potrebbe influenzare profondamente l’economia globale, soprattutto per quanto riguarda energia, trasporti e industria.

3576138-qfsi52-698988555_highres

La reazione internazionale

La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione del conflitto. Diversi governi occidentali hanno chiesto una de-escalation immediata, mentre la Cina ha criticato gli attacchi contro obiettivi civili e invitato al dialogo diplomatico.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno confermato la morte di un altro soldato americano in Kuwait dall’inizio della crisi, segno che il conflitto rischia di allargarsi ulteriormente alla regione del Golfo.

Una fase decisiva

L’ascesa di Mojtaba Khamenei rappresenta un passaggio politico altamente simbolico. Figlio del precedente leader supremo, è considerato da molti analisti una figura molto influente all’interno del sistema di potere iraniano.

Il suo arrivo al vertice potrebbe rafforzare la linea dura del regime in un momento in cui la tensione con Israele e con gli alleati occidentali è ai massimi livelli.

Con il conflitto ancora in corso e i mercati globali sotto pressione, le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per l’equilibrio geopolitico dell’intero Medio Oriente.

Articoli correlati
Captura de pantalla 2026-03-19 093534

📰 Medio Oriente al límite: colpito il giacimento di South Pars, il mondo teme una guerra energetica globale

Giuseppe donofrio
Mondo19 de marzo de 2026
📍 Golfo Persico – 19 marzo 2026
Una nuova e pericolosa escalation scuote il Medio Oriente. Il gigantesco giacimento di gas naturale di South Pars, il più grande al mondo, è stato colpito da attacchi aerei che segnano un punto di svolta nel conflitto regionale.
Secondo le prime ricostruzioni, il raid ha interessato infrastrutture strategiche nella zona di Asaluyeh, cuore dell’industria energetica iraniana. Il sito, condiviso con il Qatar (dove prende il nome di North Field), rappresenta una delle principali fonti di approvvigionamento di gas a livello globale.