Un progetto europeo per rendere più sostenibile l’olio d’oliva tra Calabria e Basilicata

L’iniziativa coinvolge università e organizzazioni del settore per innovare la produzione di olio extravergine puntando su biodiversità, economia circolare e resilienza climatica.
Attualità06 de marzo de 2026Mario GarciaMario Garcia

Un nuovo progetto europeo punta a rafforzare la sostenibilità della filiera dell’olio extravergine di oliva in Calabria e Basilicata, due territori storicamente legati alla produzione olivicola italiana. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano, con l’obiettivo di modernizzare i sistemi produttivi e migliorare l’impatto ambientale del settore.

Il progetto mira a rispondere alle principali sfide che oggi interessano l’olivicoltura, tra cui cambiamenti climatici, periodi di siccità sempre più frequenti e l’aumento dei costi energetici e della manodopera. Allo stesso tempo, l’iniziativa intende rafforzare la competitività internazionale dell’olio extravergine italiano. 

Il programma si sviluppa su quattro linee strategiche. La prima riguarda la tutela della biodiversità, con l’obiettivo di favorire ecosistemi più equilibrati all’interno degli oliveti. La seconda punta alla sperimentazione di nuovi modelli di coltivazione, introducendo tecniche innovative per migliorare resa e sostenibilità.

Un terzo pilastro è legato alla lotta al cambiamento climatico, attraverso pratiche agricole in grado di ridurre l’impatto ambientale e rendere le coltivazioni più resilienti. Infine, il progetto promuove il riutilizzo dei sottoprodotti della lavorazione, trasformando gli scarti in nuove risorse secondo i principi dell’economia circolare.

Oltre ai benefici ambientali, l’iniziativa punta anche a migliorare la qualità dell’olio extravergine prodotto nelle due regioni, contribuendo a consolidare la reputazione dei prodotti italiani nei mercati internazionali, in particolare negli Stati Uniti, in Germania, in Francia e in Giappone.

Il progetto intende quindi coniugare innovazione e tradizione, valorizzando una filiera che rappresenta non solo un pilastro economico per molte aree rurali del Sud Italia, ma anche un elemento centrale della cultura alimentare mediterranea.

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