
Basilicata, tratta di persone e sfruttamento del lavoro: fino a 13mila euro per un visto da bracciante
Mario GarciaEmergono dettagli sempre più inquietanti sull’inchiesta relativa alla tratta di persone e allo sfruttamento lavorativo scoperta in Basilicata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, numerosi lavoratori stranieri avrebbero pagato fino a 13 mila euro per ottenere un visto di ingresso in Italia come braccianti agricoli, finendo poi in condizioni di grave sfruttamento nei campi.
Un sistema che gli inquirenti definiscono una vera forma di “nuova schiavitù”, basata su debiti, ricatti e condizioni di lavoro disumane.
Turni massacranti e sfruttamento
Le indagini avrebbero documentato:
⚠️ turni superiori alle 12 ore al giorno
⚠️ salari bassissimi
⚠️ alloggi degradati
⚠️ forte pressione psicologica sui lavoratori
Molti braccianti, arrivati principalmente dall’India, sarebbero stati costretti ad accettare condizioni estremamente dure pur di poter mantenere il permesso di soggiorno e ripagare i debiti contratti per arrivare in Italia.
Gli investigatori parlano di un sistema organizzato capace di sfruttare la vulnerabilità economica e sociale dei migranti.
L’appello del Procuratore Falvo
Nel corso degli approfondimenti sull’inchiesta, il Procuratore della Repubblica di Potenza Francesco Curcio Falvo ha lanciato un appello forte e diretto alle vittime di sfruttamento:
“Denunciate”.
Un invito rivolto ai lavoratori sfruttati affinché collaborino con le istituzioni e contribuiscano a rompere il muro di paura e silenzio che spesso accompagna queste situazioni.
Secondo gli investigatori, il fenomeno resta in parte sommerso proprio per il timore delle vittime di perdere lavoro, documenti o possibilità di permanenza nel Paese.
La lotta contro il caporalato
L’inchiesta riporta ancora una volta al centro il tema del:
- caporalato
- sfruttamento agricolo
- tratta internazionale di lavoratori
- tutela dei diritti umani e del lavoro
Un fenomeno che continua a interessare diverse aree agricole italiane e che richiede controlli, prevenzione e collaborazione tra istituzioni e cittadini.
Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e verificare eventuali altri collegamenti con imprese e reti organizzate presenti sul territorio.


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