
“Metti a fuoco il tuo futuro”: L’indirizzo audiovisivo del Majorana di Bari accende i riflettori sui talenti del domani
Mariateresa RutaNella sede di via Nazionale, tra telecamere, set fotografici, green screen e software professionali di montaggio, prende forma uno dei percorsi più innovativi del territorio: un indirizzo unico capace di coniugare creatività, competenze tecniche e visione contemporanea della comunicazione. Qui gli studenti imparano a muoversi nel mondo del cinema, della fotografia, della televisione e dei contenuti digitali attraverso un approccio pratico e immersivo, pensato per prepararli alle sfide del settore audiovisivo di oggi.
A raccontarlo è la dirigente scolastica, Paola Petruzzelli, che guida un istituto superiore articolato in tre indirizzi — ottico, alberghiero e audiovisivo — ma che vede proprio nell’audiovisivo uno dei laboratori più dinamici e innovativi della scuola.

L’obiettivo è chiaro: offrire agli studenti un’esperienza immersiva e professionale fin dai primi anni. Per questo motivo il percorso privilegia immediatamente la pratica. “I ragazzi iniziano da subito a maneggiare attrezzature vere: macchine fotografiche, luci, strumenti di ripresa”, spiega la preside. Non semplice teoria, dunque, ma un apprendimento concreto che avvicina gli studenti al mondo del lavoro sin dal biennio.
L’istituto può contare su spazi e tecnologie difficili da trovare in altre realtà scolastiche del territorio: una sala posa utilizzata per shooting fotografici, ospitando anche attori e attrici, un green screen professionale e un’aula montaggio, dotata di venti computer di ultima generazione, sui quali gli studenti imparano a utilizzare software avanzati come DaVinci Resolve, oggi tra i programmi più utilizzati nel settore audiovisivo.
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Ma ciò che rende davvero particolare questo indirizzo è il rapporto continuo con il mondo professionale. Gli studenti lavorano e si confrontano con registi, autori e professionisti del settore audiovisivo. Tra questi il regista Alessandro Piva, con il quale hanno realizzato un videoclip rap dedicato alla scuola; Mattia Soranzo, che ha guidato i ragazzi nell’analisi cinematografica delle scene o Salvatore Caracuta, che ha fornito agli studenti approfondimenti sugli aspetti produttivi del lavoro audiovisivo, entrando nel cuore organizzativo di un progetto cinematografico.
L’esperienza formativa si allarga anche oltre i confini italiani. L’istituto investe molto sulle certificazioni linguistiche e sui progetti Erasmus, convinto che oggi la creatività debba dialogare con una dimensione internazionale. Durante uno scambio culturale con la Spagna, gli studenti italiani e quelli stranieri hanno realizzato insieme un cortometraggio in lingua, sperimentando non solo tecniche audiovisive ma anche collaborazione multiculturale e comunicazione globale.
Particolarmente forte è anche l’attenzione al linguaggio contemporaneo dei social media. Quest’anno, per esempio, gli studenti dell’indirizzo audiovisivo si occuperanno per la prima volta del backstage dell’evento “Il Libro Possibile”, raccontandolo attraverso vlog e contenuti digitali destinati ai social network. Un’esperienza che unisce storytelling, comunicazione e produzione video in tempo reale.
La scuola, inoltre, collabora con Apulia Film Commission per la realizzazione di cortometraggi e produzioni audiovisive legate al territorio. Tra i progetti più significativi c’è il corto dedicato alla vita di San Nicola, simbolo identitario della città di Bari.
Dietro telecamere e montaggi, però, c’è anche un forte impegno sociale. Come sottolinea la dirigente scolastica, l’obiettivo è quello di “formare dei professionisti del mestiere che sappiano coniugare le loro abilità tecniche con una capacità critica di osservare la realtà sociale del momento”, un’attenzione che i docenti coltivano quotidianamente attraverso i progetti e le attività scolastiche.
È il caso del cortometraggio “Diamoci un taglio”, dedicato al tema della violenza sulle donne, oppure de “La morte bianca”, diretto dalla docente di storia del cinema Marilisa Calò. Il corto racconta la storia di una studentessa e di sua madre segnate dalla perdita del padre in un incidente sul lavoro, andando a sottolineare le conseguenze della perdita. Un’opera intensa e contemporanea, realizzata interamente in formato verticale per facilitarne la diffusione sui social e parlare il linguaggio delle nuove generazioni. Il progetto ha ottenuto un importante riconoscimento nazionale, classificandosi tra i primi cinque posti su 250 lavori selezionati al “Film Impresa”, ricevendo un premio.
L’indirizzo audiovisivo dell’Ettore Majorana non guarda soltanto alla scuola, ma al futuro. Gli studenti hanno sin da subito la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, in studi fotografici, produzioni televisive e realtà creative, come anche la possibilità di proseguire gli studi universitari in percorsi quali DAMS o Accademia di Belle Arti.
Ed è forse proprio qui il significato più autentico dello slogan scelto dall’istituto: “Metti a fuoco il tuo futuro”. Perché in questa scuola l’immagine non è solo tecnica. È visione, espressione e possibilità concreta di costruire il proprio domani.


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