
PSG-BAYERN 5-4: LA PARTITA DELL’ANNO?
Gianvito ClementeDopo un weekend opaco e polemico per il calcio italiano, ormai una triste abitudine, la Champions League ci ricorda perché amiamo questo sport: velocità, imprevedibilità, duelli a tutto campo e piena consapevolezza del rischio. Al Parco dei Principi va in scena una partita barocca, ricca e travolgente.
I due allenatori, Luis Enrique e Vincent Kompany, stagione dopo stagione, hanno plasmato due squadre con identità fortemente riconoscibili: calcio propositivo, intenso e coraggioso. Il principio cruciale è legato all'esaltazione delle proprie qualità senza ossessionarsi nel limitare quelle avversarie. Due filosofie che hanno reso la sfida spettacolare e imprevedibile.
L’atmosfera è elettrica già prima del calcio d’inizio. La tifoseria parigina sfoggia una coreografia ispirata alla Battaglia del Ponte di Arcole, simbolo di coraggio e spirito combattivo: il messaggio è chiaro, conquistare la supremazia europea contro i giganti bavaresi.

In campo, lo spettacolo è all’altezza delle aspettative. La sensazione è che in ogni momento possa accadere qualcosa di impronosticabile: rimonte, controrimonte, continui ribaltamenti di fronte e pioggia di gol.
L’uragano di reti inizia ad abbattersi su Parigi dopo appena un quarto d’ora: Harry Kane è glaciale dal dischetto e firma l’1-0, confermandosi un cecchino implacabile. La risposta del PSG è immediata: dopo un’occasione sprecata da Ousmane Dembélé, è Khvicha Kvaratskhelia a ristabilire la parità con una giocata delle sue. Poco dopo, João Neves completa la rimonta con una precisa incornata di testa.

Il Bayern rischia di crollare, ma trova la forza di reagire: Michael Olise vede la luce in mezzo all’oscurità e conclude con un sinistro potente. 2-2.

Nel recupero del primo tempo arriva un altro episodio decisivo: rigore per i parigini e Dembélé non sbaglia. Si va all’intervallo sul 3-2 per i padroni di casa
La ripresa non abbassa i ritmi. Kvaratskhelia firma il 4-2, coronando una stagione straordinaria, e poco dopo Dembélé trova anche la doppietta personale per il 5-2, che sembra chiudere i giochi.

Sembra, appunto. Perché il Bayern non si arrende. La squadra di Kompany reagisce con orgoglio e intensità e assedia la linea Maginot parigina: Dayot Upamecano accorcia le distanze sugli sviluppi di un calcio piazzato, poi Luis Díaz, su assist illuminante di Kane, controlla con eleganza e firma il 5-4. Un gesto tecnico di rara bellezza.

Il ritorno, tra una settimana, si preannuncia infuocato. PSG e Bayern avranno un’altra occasione per dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, perché siamo così innamorati di questo sport.


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