Matera diventa la capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026.

Matera diventa capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026.
Cerimonia di inaugurazione per celebrare Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026: nuovi eventi e attività che riprendono lo spirito del progetto "Terre immerse": tradizione, innovazione, cultura, sostenibilità, confronto e inclusione per i Paesi del Mediterraneo a partire dal Sud Italia. 
 
Basilicata nel mondo27 de marzo de 2026Claudia TraiettaClaudia Traietta

“PETRA E AQUA”: MATERA CAPITALE MEDITERRANEA DELLA CULTURA E DEL DIALOGO 2026

Matera capitale della cultura europea 2019 ancora una volta dimostra di essere un centro di produzione culturale, in cui tradizione e innovazione si fondono in un progetto multidisciplinare in grado di abbattere le barriere geografiche e culturali, valorizzando gli ideali di inclusione e partecipazione collettiva come motori di un dialogo che vuole partire dal Sud Italia per rafforzarsi ed espandersi in tutto il Mediterraneo. La città dei Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993, è stata infatti nominata insieme a Tetouan (Marocco) capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026, riconoscimento istituito dall’Unione per il Mediterraneo (UfM) e curato dalla Fondazione Anna Lindh. A rendere possibile questo enorme traguardo non solo per il territorio ma per l’intera comunità è stato il progetto “Terre immerse”, un piano d’azione che prevede un calendario ricco di eventi che promuovono e integrano cultura, tecnologia, innovazione, sostenibilità e soprattutto inclusione. Dimostra così che le proprie radici possono contemporaneamente fungere da base per la costruzione di un futuro prospero e un duplice punto di incontro e confronto tra Paesi, civiltà e culture diverse del Mediterraneo per superare l’apparente divisione che il mare potrebbe rappresentare.

Mostre, festival, performance artistiche, proiezioni cinematografiche, spettacoli dal vivo di artisti e intellettuali del Mediterraneo, forum e laboratori sulle tecniche rigenerative e sostenibili storiche di Matera, come i sistemi di raccolta dell'acqua piovana e la costruzione dei muri a secco, sono tra le attività che aspirano al più vasto coinvolgimento delle comunità del Sud Italia, con l'obiettivo di creare un dibattito formativo e una connessione interculturale.

A inaugurare l’avvio per le più disparate attività che la città ha previsto per il 2026 è stata la cerimonia istituzionale tenutasi il 20 marzo presso il cantiere dello storico Teatro Duni, che è diventato il palcoscenico di una commistione di esibizioni video, danza e musica a partire dalle note del brano “Mediterraneo” del cantautore lucano Pino Mango, seguito dall'Inno Nazionale e dall’Inno alla Gioia di Beethoven eseguiti dall’ Orchestra Sinfonica di Matera. Lo spirito dell’evento è stato ripreso dalla facciata del palazzo della prefettura su cui è stata installata la sirena bicaudata, una delle iconografie più antiche del Duomo di Matera e dalla “Strada Evento” che ha animato Via del Corso e Via Ridola con performance di ballerini e musicisti, fino a raggiungere Piazza San Pietro Caveoso, strategico punto panoramico per la vista della pittoresca murgia nei Sassi. La cerimonia si è conclusa con gli intensi e suggestivi show laser e droni che hanno incantato gli spettatori, mostrando loro i temi di “Terre immerse”: pietra e acqua seppur diversi non sono elementi distinti, possono invece fondersi per dare vita a un progetto più grande che aspira a creare una connessione culturale, stabile e duratura tra costiere esterne ed interne al Mediterraneo, al fine di enfatizzare e impreziosire lo stesso, oltrepassando le barriere geografiche e culturali promuovendo pace e inclusione, ad oggi necessarie più che mai.

Un importante contributo all’inaugurazione è stato dato anche dalle giornate FAI del 21 e 22 marzo e dalla simbolica mongolfiera, ancorata nel parco del castello, che raffigura il logo di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 e che nei prossimi mesi sarà presente in diverse città italiane per promuovere l’anima di “Terre immerse” .

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