SS7 Matera–Ferrandina: un’altra vittima sulla strada dell’abbandono

MATERA – Ancora una vittima sulla SS7 Matera–Ferrandina. Un’altra vita spezzata su quella che, ormai, non può più essere considerata solo una strada: è il simbolo di ritardi, responsabilità politiche e promesse mai mantenute.
Cronaca21 de marzo de 2026Mario GarciaMario Garcia

Gli incidenti continuano senza sosta lungo uno dei tratti più trafficati della Basilicata, un’arteria fondamentale che collega Matera con Bari e con il resto del territorio. Una strada che ogni giorno viene percorsa da pendolari, lavoratori e mezzi pesanti, ma che continua a rimanere pericolosamente inadeguata.

⚠️ Una tragedia annunciata

L’ennesimo incidente mortale riaccende i riflettori su una situazione ormai insostenibile. La SS7 Matera–Ferrandina, infatti, è da anni al centro di un dibattito mai risolto: l’adeguamento a quattro corsie, ritenuto indispensabile per garantire sicurezza e fluidità del traffico, è ancora incompleto.

Eppure, le responsabilità sarebbero chiare.

🏛️ Le responsabilità: “Non è ANAS a decidere”

Durante un incontro tenutosi alcuni anni fa presso la sala consiliare della Provincia di Matera, una dichiarazione ha lasciato il segno. L’ing. Scalamandrè, responsabile delle nuove opere ANAS, chiarì pubblicamente un punto cruciale:

ANAS realizza i progetti, ma è la Regione Basilicata a stabilire le priorità e a decidere quali interventi portare avanti.

Parole che, a distanza di anni, assumono un peso ancora maggiore. Secondo quanto emerso, il mancato completamento della Matera–Ferrandina non sarebbe dunque legato a limiti tecnici, ma a scelte politiche.

🚧 Un’opera incompiuta

La SS7 resta oggi una delle infrastrutture più strategiche della regione, ma anche una delle più trascurate. Un’opera storica incompiuta che continua a pagare il prezzo di ritardi, rinvii e decisioni mai prese.

Nel frattempo, il traffico aumenta, i rischi crescono e le vittime si sommano.

❗ Basta attese: la sicurezza non può essere rimandata

Ogni incidente su questa strada non è più solo un fatto di cronaca, ma un monito. La sicurezza dei cittadini non può continuare a essere subordinata a logiche burocratiche o politiche.

La Basilicata non può permettersi un’altra vittima.

È il momento di trasformare le responsabilità in azioni concrete.

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