Ponte sullo Stretto di Messina, via libera ai fondi: progetto da 13,5 miliardi

Il governo rafforza i controlli sull’opera simbolo delle infrastrutture italiane. L’avvio dei lavori previsto nel 2026.
13 de marzo de 2026Mario GarciaMario Garcia

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro dell’agenda politica italiana. Il governo ha confermato uno stanziamento complessivo di 13,5 miliardi di euro per la realizzazione dell’infrastruttura che collegherà la Sicilia alla Calabria, una delle opere più discusse degli ultimi decenni.

Secondo quanto comunicato dalle autorità, l’esecutivo ha deciso di rafforzare i controlli sui costi e sull’avanzamento dei lavori, nel tentativo di evitare ritardi e possibili sforamenti di budget.

Il ponte sarà una struttura imponente: una lunghezza complessiva di circa 3.666 metri e un’ampiezza di 60 metri. Il tratto sospeso centrale raggiungerà i 3.300 metri, diventando il più lungo al mondo per questa tipologia di infrastruttura.

Il progetto prevede sei corsie stradali, due linee ferroviarie e ulteriori corsie di servizio. L’obiettivo è migliorare la mobilità tra Sicilia e continente, riducendo i tempi di trasporto e potenziando i collegamenti logistici nel Sud Italia.

Il consorzio incaricato della realizzazione dell’opera sarà Eurolink, guidato dal gruppo italiano Webuild con la partecipazione dell’azienda spagnola Sacyr.

Il ministro delle Infrastrutture ha indicato che l’avvio dei lavori dovrebbe avvenire nel corso del 2026, anche se non è stata ancora comunicata una data precisa per l’apertura ufficiale dei cantieri.

Il progetto del ponte rappresenta una delle principali scommesse infrastrutturali del governo italiano. I sostenitori ritengono che possa generare sviluppo economico, occupazione e una maggiore integrazione tra le regioni del Sud.

D’altra parte, non mancano le critiche. Negli anni diversi movimenti ambientalisti e parte della politica hanno espresso dubbi sull’impatto ambientale, sui costi e sulla reale utilità dell’opera.

Secondo le stime attuali, i lavori potrebbero concludersi entro il 2034. L’investimento pubblico verrebbe recuperato nel lungo periodo grazie ai pedaggi e ai benefici economici generati dalla nuova infrastruttura.

Il ponte sullo Stretto continua quindi a rappresentare uno dei simboli più controversi e ambiziosi della politica infrastrutturale italiana.

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