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description: "Migliaia di visitatori alla XXII edizione del Parco Urbano delle Cantine di Rapolla, tra sapori del Vulture, antichi mestieri e rievocazioni medievali."
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  - "Basilicata"
  - "Parco Urbano delle Cantine"
  - "Rapolla"
  - "Turismo enogastronomico"
  - "Vulture"
author_name: "Mario Garcia"
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# Rapolla, successo per la XXII edizione del Parco Urbano delle Cantine: migliaia di visitatori nel borgo del Vulture

**RAPOLLA (PZ) –** Si è conclusa domenica sera la XXII edizione del Parco Urbano delle Cantine di Rapolla, dedicata quest’anno al tema «Un viaggio nei sapori e colori del Vulture». Per due giorni, il borgo lucano ha accolto diverse migliaia di visitatori, molti dei quali provenienti da fuori regione, trasformando le sue grotte scavate nel tufo e le strade del centro storico in un percorso dedicato alla cultura, alla gastronomia e alle tradizioni del territorio.

Dalla Puglia alla Campania, passando per gruppi arrivati da Firenze, Bologna e Milano, la manifestazione ha richiamato un pubblico eterogeneo, interessato a scoprire le cantine, assaggiare i prodotti tipici e rivivere atmosfere legate alla storia e alla vita contadina del Vulture.

Le grotte lungo Fosso Tiglio e via Monastero, insieme al sagrato della chiesa di San Biagio, hanno fatto da cornice a un programma che ha unito degustazioni, dimostrazioni di antichi mestieri, spettacoli e momenti di rievocazione storica.

![Foto_1_sbandieratori](/download/multimedia.normal.948c7d2473950e89.bm9ybWFsLndlYnA%3D.webp)![Foto_2_il_sindaco_con_i_giovani_falconieri](/download/multimedia.normal.933208d47af80614.bm9ybWFsLndlYnA%3D.webp)![Foto_4_il_pubblico_tra_le_cantine](/download/multimedia.normal.87eaac8cd6fc696a.bm9ybWFsLndlYnA%3D.webp)![Foto_3_tamburi_e_pubblico](/download/multimedia.normal.b078a9edb91ff80b.bm9ybWFsLndlYnA%3D.webp)

## La rievocazione medievale conquista il pubblico

Il momento di maggiore partecipazione è arrivato domenica sera con la rievocazione storica dell’assalto degli arcieri di Galvano Lancia e lo spettacolo del fuoco.

L’evento era stato preceduto nel pomeriggio dal corteo medievale, partito da piazza Garibaldi, e dalla rappresentazione presso la porta medievale nei pressi della chiesa dell’Annunziata.

La ricostruzione della presa di Rapolla del 1255 ha rappresentato uno dei momenti centrali della manifestazione, riportando il pubblico indietro nel tempo attraverso costumi, armi e scene ispirate alla storia cittadina.

«La rievocazione ha funzionato perché poggia sui documenti», ha commentato Mario Sonnessa, coordinatore della rievocazione storica. In vista della prossima edizione, l’obiettivo è ampliare il corteo e proseguire il lavoro su costumi e armi, per rendere la ricostruzione ancora più aderente alle fonti storiche.

## Sapori del Vulture e antichi mestieri

Accanto alla componente storica, grande spazio è stato riservato alle produzioni locali e alle tradizioni gastronomiche. Il percorso ha permesso ai visitatori di conoscere da vicino alcune lavorazioni tradizionali e di assaggiare specialità legate alla cultura culinaria del territorio.

Tra le attività proposte, le degustazioni dell’olio presso la Cooperativa Rapolla Fiorente e l’oleificio Vecchio Frantoio, la lavorazione del latte con metodi tradizionali curata da Biagio Ala e le quattro sessioni di pigiatura dell’uva a piedi nudi organizzate dall’associazione «Scusate il Ritardo».

Non è mancato il «Villaggio contadino», insieme agli spettacoli dei falconieri, degli sbandieratori, degli arcieri e degli spadaccini. La musica popolare e gli artisti di strada hanno completato un programma pensato per valorizzare il patrimonio culturale e le tradizioni del territorio.

Il legame tra gastronomia e identità locale è emerso anche nelle testimonianze dei visitatori. Renato, arrivato da Lecce, ha raccontato con ironia di aver assaggiato numerose specialità, dai peperoni gratinati e ripieni alla fagiolata, passando per u cutturidd, fino ai cauzungid di castagne.

«Ero venuto per il vino e torno a casa con la lista della spesa», ha scherzato, sintetizzando il rapporto tra l’esperienza enogastronomica e la scoperta dei prodotti locali.

## Il borgo raccontato attraverso le immagini e le nuove generazioni

La manifestazione ha coinvolto anche i ragazzi delle scuole, protagonisti delle visite guidate al borgo antico. Gli studenti del Baby Consiglio e della scuola media «Mons. Caselle» hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della storia e dei luoghi più significativi di Rapolla.

Alla chiesa di San Biagio è rimasta aperta per tutta la durata dell’evento la mostra fotografica curata dall’Associazione culturale centro anziani di Rapolla. Lungo il percorso, inoltre, installazioni fotografiche hanno riproposto immagini della vita contadina e fotografie storiche della città.

Un modo per affiancare all’intrattenimento il racconto della memoria collettiva, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale del paese e favorendo il dialogo tra generazioni.

## Visitatori da tutta Italia: per alcuni è ormai una tradizione

Tra i partecipanti ci sono stati anche visitatori che tornano a Rapolla ogni anno. Francesca, arrivata da Firenze, e Alessandra, da Milano, hanno raccontato di essersi conosciute proprio durante una delle prime edizioni del Parco Urbano delle Cantine.

Da allora, il secondo fine settimana di ottobre è diventato un appuntamento fisso. «Ogni volta troviamo una cantina nuova aperta e qualcosa che l’anno prima mancava», hanno spiegato.

Anche Letizia, da Bologna, ha sottolineato l’importanza di organizzarsi per tempo, raccontando di aver prenotato il soggiorno con due mesi di anticipo.

Le testimonianze raccolte durante la manifestazione restituiscono l’immagine di un appuntamento che, oltre ad attirare nuovi visitatori, ha costruito negli anni un rapporto di fidelizzazione con chi sceglie di tornare nel borgo lucano per vivere l’esperienza delle cantine.

## Il sindaco: «Resta un paese che ha riaperto le sue grotte»

Al termine della manifestazione, il sindaco di Rapolla, Biagio Cristofaro, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

«Quello che resta di queste due giornate non si misura soltanto in numeri. Resta un paese che ha riaperto le sue grotte e ha accolto chi arrivava come si accoglie in casa, e resta la conferma che la valorizzazione dei nostri prodotti e del nostro patrimonio è la strada giusta», ha dichiarato.

Il primo cittadino ha rivolto un ringraziamento alle famiglie, alle associazioni, ai volontari, ai ragazzi delle scuole, alle forze dell’ordine e alla Protezione civile, sottolineando il contributo fondamentale di tutti coloro che hanno lavorato per garantire lo svolgimento della manifestazione.

## Organizzazione e comunità già al lavoro per il 2027

Per Elio Desina, responsabile dell’organizzazione e della direzione artistica, questa edizione ha raccontato Rapolla attraverso la qualità dei prodotti del Vulture e una ricostruzione storica basata sui documenti.

Lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento. Per la XXIII edizione, l’organizzazione punta ad allungare il percorso, coinvolgere altre cantine e rafforzare la rete di collaborazione con gli altri comuni del Vulture, territorio che nel 2026 è Città italiana del vino.

Anche Pasquale Brescia, coordinatore del Parco Urbano, ha posto l’accento sul contributo della comunità: le famiglie che hanno aperto le grotte, i volontari impegnati nell’allestimento e nello smontaggio delle strutture e i ragazzi delle scuole che hanno accompagnato i visitatori sono stati, secondo Brescia, una parte essenziale della manifestazione.

«Il Parco è il loro lavoro, prima che il nostro», ha affermato, ricordando che la preparazione di un evento di queste dimensioni richiede circa undici mesi di lavoro.

L’organizzazione ha inoltre ringraziato le cantine e gli espositori, l’Amministrazione comunale, la Parrocchia San Michele Arcangelo e la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, le associazioni coinvolte, la Cooperativa Rapolla Fiorente, l’oleificio Vecchio Frantoio, le scuole, i gruppi di rievocazione, i musicisti, gli artisti, le forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile.

La manifestazione si è svolta con il patrocinio e la collaborazione del Parco Naturale Regionale del Vulture, di Città del Vino, dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, del GAL Lucus, di APT Basilicata, della Provincia di Potenza e di Matera 2019 Open Future.

## Appuntamento all’autunno 2027

La XXII edizione del Parco Urbano delle Cantine si chiude così con due giornate dedicate alla storia, ai sapori e alla cultura del Vulture, confermando il ruolo della manifestazione nella promozione del patrimonio locale e nell’accoglienza dei visitatori.

Il prossimo appuntamento è fissato per l’autunno 2027. Le date della XXIII edizione sono ancora in via di definizione, mentre l’organizzazione ha già annunciato l’intenzione di ampliare il percorso e coinvolgere nuove cantine.

Rapolla si prepara quindi a ripartire da quanto costruito in questa edizione, con l’obiettivo di continuare a raccontare la propria identità attraverso le grotte, le tradizioni, i prodotti del territorio e il lavoro della sua comunità.

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