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title: "Mostra del Cinema di Venezia 2026, i film più attesi tra applausi e critiche"
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description: "Da Danny Boyle a Werner Herzog, da Penélope Cruz e Javier Bardem a Nanni Moretti: la Mostra del Cinema di Venezia 2026 porta sul grande schermo storie di potere, crisi familiari e inquietudini contemporanee. Tra applausi, delusioni e prime recensioni, ecco i film che stanno facendo parlare il Lido."
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date_published: "2026-09-09T12:58:00+02:00"
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  - "Biennalecinema"
  - "Cinema2026"
  - "Venezia83"
author_name: "Melissa Anna Donvito"
category_name: "Arti e spettacolo"
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# Mostra del Cinema di Venezia 2026, i film più attesi tra applausi e critiche

Dal 2 al 12 settembre il Lido ospita l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Il programma attraversa generi e cinematografie molto differenti, dalle grandi produzioni internazionali al cinema d’autore, passando per documentari e nuove esperienze immersive.

Ad aprire la Mostra è stato **“Ink” di Danny Boyle**, presentato in anteprima mondiale e in concorso. Il regista di *Trainspotting* e *The Millionaire* porta a Venezia un film scritto da James Graham e interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. La storia racconta l’ascesa del quotidiano britannico *The Sun* sotto Rupert Murdoch e la trasformazione del giornalismo popolare inglese.

La critica ha accolto positivamente soprattutto l’energia del film e la prova di O’Connell. *The Guardian* ha descritto la pellicola come un frenetico viaggio nella nascita del tabloid moderno, sottolineando l’efficacia dell’interpretazione dell’attore britannico. *Ink* non racconta soltanto un giornale: attraverso la stampa scandalistica parla di potere, mercato e della capacità dei media di modificare il dibattito pubblico.

Tra i film che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è poi **“Bunker” di Florian Zeller**, soprattutto grazie alla presenza di **Penélope Cruz e Javier Bardem**. I due interpretano Sofia e Miguel, una coppia sposata da diciassette anni il cui rapporto entra in crisi quando Miguel, celebre architetto, riceve l’offerta di progettare un bunker per un miliardario della tecnologia.

Di tutt’altro tono è **“The Spiral” di Paolo Strippoli**, con Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Al centro c’è una famiglia benestante apparentemente perfetta, sconvolta da una tragedia e dall’arrivo di una misteriosa estranea. Il film utilizza elementi fantastici e inquietanti per parlare di vanità, culto dell’immagine e ambizioni dei genitori nei confronti dei figli.

Proprio Valeria Bruni Tedeschi è diventata una delle interpreti più apprezzate dalla critica durante il festival. *The Guardian* ha definito la sua interpretazione tra le più divertenti e riuscite della Mostra, lodando anche la capacità del regista di combinare satira, inquietudine e critica sociale.

Molto positiva è stata anche l’accoglienza per **“The Basics of Philosophy” di Paul Schrader**. Il protagonista, interpretato da Jack Huston, è un professore di filosofia costretto a confrontarsi con un episodio traumatico del proprio passato dopo la morte del padre. Il film affronta interrogativi sulla colpa, sulla responsabilità individuale e sulla possibilità di cambiare realmente. La critica britannica gli ha assegnato giudizi molto favorevoli, vedendovi un ritorno di Schrader alla forma dei suoi lavori migliori.

Più controverso è invece **“Bucking Fastard” di Werner Herzog**, con le sorelle Rooney e Kate Mara. Ispirato alla storia reale delle gemelle Freda e Greta Chaplin, il film racconta due sorelle eccentriche e inseparabili. Nonostante un'idea di partenza insolita e due protagoniste importanti, le prime recensioni sono state decisamente più fredde: la sceneggiatura è stata criticata per una storia considerata poco sviluppata e incapace di trasformare la sua eccentricità in un racconto davvero incisivo.

Tra i titoli italiani in concorso figura anche **“Succederà questa notte” di Nanni Moretti**, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca. La pellicola propone un melodramma sentimentale e conferma la forte presenza del cinema italiano all’interno di una selezione estremamente internazionale.

Ma Venezia 83 non è fatta soltanto di fiction. Uno dei titoli più discussi di questi giorni è **“Musk”**, il documentario di Alex Gibney dedicato a Elon Musk. Con una durata vicina alle quattro ore, il film ripercorre l’ascesa dell’imprenditore e analizza il rapporto tra tecnologia, ricchezza e potere politico. Le prime recensioni lo descrivono come un ritratto duro e inquietante, anche se non tutti i critici sono convinti della sua lunghezza e dell’impostazione scelta dal regista.

Anche la musica trova spazio al Lido con **“Oasis: Don’t Look Back in Anger”**, documentario di Dylan Southern e Will Lovelace dedicato alla reunion di Liam e Noel Gallagher e al tour degli Oasis del 2025. La critica ne ha sottolineato il carattere celebrativo e sentimentale, ma anche la forza delle sequenze dedicate alla musica e all’entusiasmo del pubblico.

A pochi giorni dalla premiazione finale, prevista per il 12 settembre, Venezia 83 restituisce quindi l’immagine di un cinema estremamente eterogeneo. Famiglia, politica, tecnologia, giornalismo, disuguaglianze e identità attraversano molti dei film presentati. E, come spesso accade al Lido, gli applausi del pubblico non sempre coincidono con il giudizio dei critici.

È forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della Mostra: Venezia non serve soltanto a decretare vincitori e sconfitti, ma a mettere i film al centro della discussione. Prima ancora che arrivino nelle sale di tutto il mondo, qui cominciano il loro confronto con pubblico e critica.

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