ESITI COPPA ITALIA FRECCIAROSSA: INTER E LAZIO VOLANO IN FINALE

Succede di tutto nelle due giornate di Coppa Italia Frecciarossa: rimonte e controrimonte, rigori parati e capolavori balistici. Inter e Lazio non muoiono mai: saranno loro ad animare la finale in programma il 13 maggio allo Stadio Olimpico di Roma.
Sport23 de abril de 2026Gianvito ClementeGianvito Clemente

Sebbene la Coppa nazionale sia spesso denigrata e accusata di proporre un livello calcistico modesto e una formula poco accattivante, questa volta ha stupito tutti, regalando gare spettacolari e ricche di pathos.

La due giorni di semifinali si è aperta con la divertentissima Inter-Como. Nella cornice di San Siro si è assistito a un match carico di gol e imprevedibilità. Al termine del doppio confronto sono i nerazzurri a staccare il pass per la finale, ma non senza soffrire contro un Como tutt’altro che arrendevole.

Gli ospiti, infatti, approcciano la sfida in maniera arrembante: nella prima mezz’ora creano diverse occasioni nitide e un ispiratissimo Baturina stappa il match al 34’. Il forcing dei lariani prosegue e a inizio ripresa arriva lo 0-2, firmato Da Cunha, che sembra indirizzare definitivamente la gara. Ma i nerazzurri hanno altri piani.

La reazione degli uomini di Chivu tarda ad arrivare, ma è devastante: al 70’ il solito Çalhanoğlu riapre tutto con una rasoiata che si infila alle spalle di Butez. San Siro diventa una bolgia. Il Como abbassa vertiginosamente il baricentro e cede all’assalto dei padroni di casa: all’86’ è ancora il centrocampista turco a firmare il pareggio di testa, su assist del neoentrato Sučić.

Non c’è nemmeno il tempo di pregustare dei tempi supplementari infernali: all’89’ lo stesso Sučić trova il gol del 3-2 e completa una rimonta straordinaria. Apoteosi totale a San Siro.

Il Como esce sconfitto ma a testa alta: ritmo, intensità e qualità non sono di certo mancati. Resta però l’amaro per l’inesperienza mostrata nei momenti decisivi. Gli uomini di Fabregas potranno comunque fare tesoro di questa prestazione per continuare il proprio percorso di crescita.

A contendere il trofeo ai nerazzurri ci sarà la Lazio di Maurizio Sarri.

La semifinale disputata alla New Balance Arena è stata a lungo equilibrata e difficile da decifrare: dopo un avvio sprint della Dea, i biancocelesti prendono le misure e le occasioni diminuiscono drasticamente. Regnano paura e frenesia. Il canovaccio della gara, però, cambia improvvisamente nel finale.

Dopo un gol annullato ad Ederson le due panchine si scaldano. Palladino si concede un flashback tutto Allegriano: indemoniato lancia la giacca in un gesto di pura adrenalina. Sarri incita i suoi con veemenza. La tensione è alle stelle.

All’84’ Romagnoli pesca il jolly dal mazzo e porta in vantaggio i suoi da sviluppi di corner. La Dea risponde subito: il provvidenziale Mario Pasalic punisce di mancino dal limite dell’area, trovando una fortunata deviazione di Taylor. All’87’ è 1-1.

L’impeto bergamasco fa ruggire la New Balance Arena che assapora più volte la possibilità di accedere in finale. Lo sforzo è vano e non basteranno 90 minuti per decretare il vincitore. Si andrà ai tempi supplementari. 

Raspadori illude, segnando di testa. Il gol viene annullato per il fuorigioco di Zappacosta. L’urlo strozzato dei bergamaschi sarà preludio della tragedia. La Lazio incassa i colpi e resiste, portando il match ai calci di rigore.

La lotteria è un’autentica altalena di emozioni: Raspadori prima e Carnesecchi poi, sembrano mandare in Paradiso il popolo orobico. Sulla Dea, però, si abbatte un ciclone chiamato Edoardo Motta. Il portiere biancoceleste indossa il mantello e ipnotizza i suoi avversari: para 4 rigori consecutivi. Impresa che rimarrà negli annali della competizione. 

Gli uomini di Sarri si concedono una notte in finale, dopo una stagione molto complicata per tutto il popolo biancoceleste. Dopo la tempesta tornerà il sereno? Intanto l’Olimpico si annuncia bollente. 

L’aquila laziale riuscirà a volare libera nei cieli della Capitale, o verrà divorata dal Biscione neroazzurro?

L’appuntamento del 13 maggio si preannuncia imperdibile.

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