
QUARTI DI CHAMPIONS: spettacolo nelle notti europee
Gianvito ClementeLa Champions League si sa, è la competizione più ambita. Spesso e volentieri, a spuntarla, è il Real Madrid, tuttavia, quest’anno la storia sarà diversa. I Blancos cadono sotto i colpi di un Bayern esuberante.
La partita è stata a tratti afrodisiaca: botta e risposta continui, ribaltamenti improvvisi, costanti montagne russe. In poche parole, futbol allo stato puro. Sin dai primi minuti, all’Allianz Arena si assiste ad un ritmo elettrico: bastano 50 secondi ad Arda Guler per punire la leggerezza commessa da Manuel Neuer. La risposta dei campioni di Germania non tarda ad arrivare, e sugli sviluppi di calcio d’angolo, di testa la spizza Pavlovic. In soli 7 minuti il risultato recita 1-1.
Ma il pranzo luculliano di gol è appena iniziato: l’abbuffata prosegue con un’autentica prodezza su punizione, dipinta ancora una volta dal mancino del turco Arda Guler. Il talento cristallino disegna una parabola imprendibile per il portiere tedesco. È 2-1.
La squadra allenata da Vincent Kompany, non si lascia intimorire e prosegue a ritmi martellanti, aggrappandosi ai suoi fenomeni offensivi. L’uragano Harry Kane continua ad infrangere ogni record. Il bomber inglese sigla il 2-2, imbeccato in area di rigore da Dayot Upamecano, che di professione fa il difensore centrale. È calcio totale. Quello dell’attaccante inglese è il 12esimo centro in Champions League e il 50esimo in stagione. Cifra tonda e siamo ancora a metà aprile. Centravanti immarcabile in area di rigore e fondamentale per oleare i meccanismi del suo attacco.
Alla suggestiva sfida tra bomber si iscrive anche Kylian Mbappè. Il francese realizza il momentaneo 2-3 Blancos. Il cannoniere della squadra allenata da Alvaro Arbeloa timbra il 15esimo gol nella competizione: numeri da marziano.
5 gol in un tempo e per i tifosi neutrali è autentica gioia per gli occhi. Il Real, che su palcoscenici europei si esalta, tuttavia soccombe nella ripresa, nell’Inferno dell’Allianz Arena. Il Bayern è sbarazzino. Vuole vincere. Le Merengues, invece, cercano di pungere in ripartenza, ma Neuer risponde presente e cancella gli errori della prima frazione. Si aprono gli spazi, aumenta la stanchezza. E quando si assapora l’aria dei tempi supplementari, avviene la svolta: un’ingenuità dell’appena entrato Eduardo Camavinga, lascia il Madrid in dieci.
Il Bayern è famelico. Prima pareggia i conti Luis Diaz, e poi, nel recupero, Michael Olise manda il Paradiso gli uomini di Kompany. 4-3 del Bayern. Estasi completa. L’immagine è suggestiva: La regina della Champions, cede lo scettro ai tedeschi?
A frapporsi col sogno europeo dei bavaresi, ci saranno i campioni in carica della competizione: il Psg. Gli uomini di Luis Enrique rappresentano, da un anno a questa parte, un ostacolo a tratti insormontabile: difesa solidissima, attacco cinico e imprevedibile. I francesi hanno divorato il Liverpool nel doppio confronto. All’andata, al Parco dei Principi, i parigini lasciano le briciole agli inglesi. Désiré Doué prima e Khvicha Kvaratskhelia dopo, certificano il dominio francese. Il Liverpool conclude con 0 tiri nello specchio e con meccanismi difensivi tutt’altro che irresistibili.
Nella gara di ritorno, cambia la forma ma non il contenuto. I Reds, spinti da un Anfield bollente, cercano di minare le certezze del Psg. Il ritmo è molto intenso, e si osserva la migliore prestazione stagionale degli uomini di Arne Slot. Tuttavia il sacrificio è vano. Il muro eretto dai francesi è invalicabile. Marquinhos salva su Virgil van Dijk un gol già fatto. Il suo intervento è monumentale. I Parigini chiudono la saracinesca e finalizzano in ripartenza. Le prodezze del pallone d’oro Dembelè sigillano il passaggio del turno: 0-2 anche ad Anfield.
Dall’altra parte del tabellone, la sfida per accedere alla finale di Budapest, verrà disputata tra Atletico Madrid e Arsenal. Una semifinale apparentemente meno infuocata, ma senza dubbio equilibratissima. Solidità difensiva e pragmatismo offensivo: due identità non negoziabili da quelle parti.
Il suggestivo derby, tutto spagnolo, tra Atletico e Barca si conclude con la vittoria dei Colchoneros nel doppio confronto. All’andata gli uomini del Cholo sfoggiano una prestazione di autentico sacrificio al Camp Nou. La gara di contenimento, impostata dall’allenatore argentino, regala gioie.
Al 40’ i catalani rimangono in inferiorità numerica. Sulla punizione dal limite, Julian Alvarez punisce con una conclusione deliziosa all’incrocio: l’Atletico pesca il jolly dal mazzo. Vantaggio di un gol e di un uomo. il Barca nella ripresa si getta in avanti, lasciando enormi praterie. Il club di Madrid nello spazio si esalta. Di fatti, il norvegese Sorloth, appena entrato, punisce nel finale. È 0-2, e prima vittoria in carriera al Camp Nou per il Cholo.
Nei giorni che anticipano il match di ritorno, si assapora una mistica ancestrale. I tifosi blaugrana si aggrappano alle giocate del fuoriclasse Lamine Yamal, per concretizzare un’altra storica Remuntada. Ma il Dio del calcio ha altri piani.
Il talento spagnolo fa immediatamente esplodere i 4mila tifosi ospiti accorsi al Wanda Metropolitano. Dopo appena 4 minuti sigla l’1-0 che sembra stappare il match. In meno di mezz’ora il Barca fa 2-0 con Ferran Torres. La rimonta sembra apparecchiata, eppure i Colchoneros non perdono la testa.
Gli uomini del Cholo rimangono fedeli al proprio calcio. L’esterno italiano, Matteo Ruggeri, minuto dopo minuto riesce ad arginare i guizzi dell’esterno spagnolo, regalandoci un momento cult: turbante stile Giorgio Chiellini, dopo un vigoroso contrasto di testa. Antipasto di una serata storica. Dalla mezz’ora è Cholismo in purezza. L’arma del contropiede è affilata e punisce, come all’andata, la difesa ballerina catalana.
Alla mezz’ora l’ex Atalanta Ademola Lookman, non trema e scaccia la paura. È 1-2. Questo risultato resterà invariato, nonostante gli arrembaggi finali degli uomini di Flick. Il Barca sprofonda, l’Atletico, invece, naviga nell’Elite del calcio europeo.
L’avversario del Cholo Simeone sarà Mikel Arteta. L’allenatore basco affronterà la squadra di Madrid dopo aver eliminato lo Sporting Lisbona. L’Arsenal, seppur non stia vivendo un momento di forma così brillante, riesce ad amministrare il vantaggio ottenuto all’andata, e all’Emirates Stadium regna l’equilibrio. È 0-0. Un risultato sufficiente, in virtù dell’1-0 maturato all’andata.
Il gol di Kai Havertz, nei minuti finali della gara in Portogallo, consente ai Gunners di staccare il pass per la semifinale. I leoni biancoverdi di Lisbona, invece, vedono infrangersi un sogno probabilmente utopico e neanche lontanamente pronosticabile fino a qualche mese fa. La bandiera di Re Giorgio può ancora sventolare, e chissà che non sia l’anno giusto per alzare un trofeo nei cieli del Nord di Londra.
Questi i responsi delle notti europee. Chi atterrerà a Budapest?
Lo scopriremo solo vivendo, ma una cosa è certa: la Champions League è uno spettacolo.


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