Caso Maradona: via al nuovo processo a San Isidro

Sotto accusa sette operatori sanitari per omicidio con dolo eventuale. La difesa punta sulla preesistenza di patologie multiple.
Cronaca15 de abril de 2026Melissa Anna DonvitoMelissa Anna Donvito

SAN ISIDRO (Argentina) – A quasi sei anni dalla scomparsa del "Pibe de Oro", la giustizia argentina riapre il capitolo sulla morte di Diego Armando Maradona. Ieri, 14 aprile 2026, presso il Tribunale di San Isidro, ha avuto ufficialmente inizio il nuovo iter giudiziario volto a far luce sulle circostanze che portarono al decesso del campione il 25 novembre 2020.

Questo procedimento rappresenta una ripartenza totale. Il precedente processo, infatti, era stato annullato nel 2025 a causa di alcune irregolarità riscontrate nella composizione del collegio giudicante. Oggi, l'attenzione si sposta nuovamente su sette professionisti della salute — tra cui medici, uno psichiatra, uno psicologo e personale infermieristico — accusati diomicidio con eventuale dolo. Qualora venissero ritenuti colpevoli, gli imputati rischierebbero pene pesantissime, comprese tra gli 8 e i 25 anni di reclusione.

Durante l'udienza inaugurale, la Procura ha delineato una linea accusatoria molto netta. Secondo i magistrati, l'équipe medica avrebbe agito con "grave negligenza"I punti cardine dell'accusa riguardano:

Mancato monitoraggio: l'assenza di misure adeguate per tenere sotto controllo le condizioni di salute di Maradona.

Segnali ignorati: la mancata risposta tempestiva a chiari segnali clinici di un peggioramento progressivo.

Degenze inappropriate: la contestata decisione di optare per una degenza domiciliare dopo l'intervento chirurgico subito dal calciatore, definita dall'accusa priva di controlli medici sufficienti in un contesto sanitario inadatto alla complessità del quadro clinico.

Di contro, i legali dei sette imputati hanno respinto ogni addebito. La difesa sostiene che il decesso sia da attribuire esclusivamente a un quadro clinico preesistente estremamente complesso, caratterizzato da molteplici patologie. Secondo questa tesi, l'esito sarebbe stato purtroppo "imprevedibile e inevitabile", e le decisioni mediche prese sarebbero state coerenti con lo stato di salute generale del paziente.

Il Tribunale ha già stabilito un fitto calendario di udienze a cadenza settimanale. Il processo si preannuncia lungo e complesso: è prevista l'audizione di circa 100 testimoni, tra familiari della leggenda argentina, esperti medici e consulenti tecnici.

L'obiettivo finale è quello di dare una risposta definitiva a un interrogativo che scuote il mondo dello sport da anni: si è trattato di una tragica fatalità o di una catena di omissioni criminali? La sentenza dei prossimi mesi sarà determinante per accertare le responsabilità penali e rendere finalmente giustizia a una delle figure più iconiche della storia mondiale.

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