Torino, via al Biennale Tecnologia 2026

Dal 15 al 19 aprile, la città si trasforma in un laboratorio a cielo aperto. Tra intelligenza artificiale, crisi idrica e space economy, il Politecnico guida la ricerca di "Soluzioni" concrete per le sfide del domani.
Digital & Tecno13 de abril de 2026Melissa Anna DonvitoMelissa Anna Donvito

Mentre il mondo osserva con fiato sospeso le tensioni diplomatiche in Medio Oriente e i mercati fluttuano sotto la pressione dell’inflazione, Torino sceglie di rispondere con la concretezza della scienza. Dopodomani, mercoledì 15 aprile, prende il via la Biennale Tecnologia 2026, l’evento che trasforma il capoluogo piemontese nel cuore pulsante del dibattito scientifico europeo.

Se le scorse edizioni si erano concentrate sull'analisi dei rischi, dal cambiamento climatico all'etica dell'IA, il tema di quest'anno, "Soluzioni", segna un cambio di passo. L'obiettivo non è più solo descrivere il problema, ma presentare le risposte tecnologiche già disponibili o in fase di test nei laboratori del Politecnico e delle aziende partner.

L’evento inaugurale di mercoledì sera alle 21:00, presso le Officine Grandi Riparazioni, è affidato alla voce di Marco Paolini. Con lo spettacolo “Dov'è il Po?”, l'artista e divulgatore affronterà il tema dell'acqua, risorsa critica per un Piemonte che sta ridisegnando la propria gestione agricola e industriale attraverso sensori avanzati e modelli previsionali satellitari.

La Biennale non resterà chiusa nelle aule di Corso Duca degli Abruzzi. I cittadini potranno toccare con mano l'innovazione in diversi punti della città:

Gallerie d’Italia: un'esperienza immersiva trasporterà i visitatori in un "blackout simulato", per comprendere quanto la nostra libertà dipenda dalla resilienza delle reti energetiche.

Piazza Castello e il Valentino: workshop sulla mobilità autonoma di livello 4, con veicoli che già oggi testano le strade torinesi.

Area X: uno spazio interamente dedicato ai giovanissimi (0-14 anni), per formare la prossima generazione di ingegneri e scienziati attraverso il gioco.

L'articolo non può ignorare il contesto industriale in cui si inserisce l'evento. Con la recente frenata dei data center internazionali a causa dei costi energetici, Torino si candida come alternativa sostenibile grazie alla Città dell'Aerospazio. Un distretto che oggi fattura oltre 7 miliardi di euro e che durante la Biennale presenterà le ultime innovazioni sui "cobot", i robot collaborativi destinati a trasformare le fabbriche di Mirafiori in centri di produzione 5.0.

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